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Attualita'
Parla il geologo Caniparoli
di Mimmo Carratelli
Napoli, la citt dei fori imperiali - quarta puntata - Negli ultimi dieci anni non stato fatto niente di serio, anzi sono state realizzate opere che hanno alterato tutta una serie di equilibri. E rimasta lettera morta la proposta di un Piano regolatore del sottosuolo. Approcci sbagliati al problema e interventi-tampone nella logica dellemergenza.

E dellagosto di sei anni fa il via libera della Giunta comunale alla compilazione del Piano del sottosuolo urbano (Psu), delibera firmata dal vicesindaco di allora Riccardo Marone, dallassessore allurbanistica Rocco Papa e dallassessore alla mobilit Massimo Paolucci.

Grande annuncio e grandi programmi. Venne sottolineata la creazione di cunicoli intelligenti per tutta la rete fognaria, capaci di segnalare perdite, scompensi e sussulti. Mirabolante. In seguito, del Piano si saputo poco e niente. Dalla circolazione (amministrativa) sono scomparsi Marone e Paolucci. Dove giace il Psu?

Nel momento di euforia, che accompagna ogni proclama degli amministratori cittadini diretto a trovare la compiacente cassa di risonanza sui giornali e in tv, venne annunciata non solo la mappa salvifica per prevenire i dissesti, ma addirittura tre spettacolari progetti.

Rocco Papa disse: Trasformeremo il sottosuolo da problema in opportunit. Furono annunciati teatri e palestre sotterranei: un teatro nella cavit dei Colli Aminei, una Sala conferenza nel sottosuolo del quartiere Stella, una palestra sotto via Chiaia. Senza pudore.

Mostrando dessere documentati, gli amministratori di Palazzo San Giacomo rivelarono lesistenza di 733 cavit, fra cisterne, cave di tufo e cunicoli, con 2199 ingressi attraverso pozzi, scale e varchi a livello strada.

Il gioco di parole, fra annunci e progetti, non inganna pi nessuno. Nel 1996, lassessore alla manutenzione urbana Antonio Amato sentenzi: La situazione del sottosuolo seria, ma sotto controllo. Ci sono cento miliardi di lire da spendere provenienti dalla tasse comunali e dai proventi del condono edilizio. Bisogna solo dare una accelerata alla capacit di spesa.

Mille edifici pubblici sarebbero stati monitorati: scuole, caserme, poste, uffici comunali. Manc laccelerata di spesa. Venne tirato il freno a mano. Come sempre.

Nel 1996 si verificarono nove voragini e le tragedie al Quadrivio di Secondigliano (undici morti) e in via Miano (due morti). Diciassette voragini si aprirono nel 1997, sei nel 1999 e cos via. I vigili del fuoco continuarono ad essere bersagliati da migliaia di chiamate di soccorso, tremila allanno.

Da Dino Di Palma, commissario alla difesa del sottosuolo, si pass al Commissario straordinario. Cambiarono gli interpreti, non cambi la musica.

Ma sentiamo da un esperto come vanno le cose.

Illuminante lintervista concessaci dal dottor Riccardo Caniparoli, geologo, 57 anni, napoletano, consulente prestigioso, docente, componente di numerose commissioni ambientali e autore di numerose pubblicazioni tra cui Il dissesto idrogeologico nella regione campana.

- Negli ultimi dieci anni che cosa stato fatto per il sottosuolo a Napoli?

Cose serie, poco o niente. Anzi, stata alterata tutta una serie di equilibri. Sono state realizzate opere senza la pianificazione del sottosuolo, strumento indispensabile per capire cosa fare, dove fare e come fare. Quello di Napoli un sottosuolo neonato in termini geologici. E di epoca storica, non risale alle ere geologiche. E un sottosuolo di trenta, quarantamila anni fa. Perci non un sottosuolo gi stabilizzato. Per la sua giovane et, subisce ancora processi evolutivi di crescita e consolidamento.

- Quali sono state le opere realizzate senza la conoscenza approfondita degli equilibri che regolano levoluzione del sottosuolo?

Tra le altre, il CDN, la metropolitana, la linea tranviaria rapida. Ma anche i parcheggi di piazza San Francesco, piazza Nazionale e molti fabbricati.

- Perch si proceduto in questo modo?

Perch si progettano lavori con unanalisi settoriale delle problematiche e con una visione limitata nel tempo e nello spazio. Un esempio: si bada alla dimensione delle fogne, non al problema generale della modifica dei fattori ambientali che regolano il deflusso delle acque nelle fogne.

- Qual la particolarit del sottosuolo napoletano?

E fatto di due tipi di materiale. Il tufo che un materiale coerente, cio solido, ma leggero. E la cosiddetta pozzolana, che un materiale sciolto fatto di ceneri, lapilli, scorie, sensibile allacqua. Se si trova immerso in acqua, galleggia producendo una spinta verso lalto.

- Una situazione molto particolare.

Certamente. Ecco perch non si possono usare a Napoli le tecniche che si usano altrove, in presenza di sabbie o del suo corrispondente solido che larenaria.

- Il problema napoletano dunque la pozzolana?

Per gli scavi, la pozzolana e le pomici non consentono lutilizzo di tecniche in uso per esempio in Germania, Francia o negli Stati Uniti che presentano situazioni geologiche diverse.

- Pu fare un esempio?

Vediamo che cosa successo allormai famosa talpa della Linea tranviaria rapida. Si letteralmente autocementata sotto la Torretta.

Ne parleremo nella prossima puntata..

(continua)

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30/9/2006
  
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