Cronaca
Un morso alla Grande Mela
2 - Piove, senti come piove...
di Angela Vitaliano
Nelle ultime due settimane, come ogni anno, e’ iniziato il “pellegrinaggio” degli amici, in arrivo dall’Italia, per una vacanza nella Grande Mela.  La domanda di routine, sotto forma di email, sms o scritta sul muro di Facebook, e’: “come mi vesto?”.

Sostanzialmente, l’interrogativo nasconde (molto male) la necessita’ di una lista di “indumenti indispensabili”, tipo quella che si da’ alle famiglie quando mandano i figli al campo estivo. In genere, me la cavo bene con un pratico “abbigliamento a cipolla”, suggerimento buono per tutte le stagioni e le latitudini e, in particolare, azzeccato in una citta’ come New York.

Qui, infatti, in inverno, bisogna essere pronti a restare, rapidamente, a mezze maniche, onde evitare “scioglimento da riscaldamento che il deserto e’ un posto fresco” e altrettanto pronti, in estate, a sfilare da una magica borsa, modello Mary Poppins, sciarpe e golfini e forse un cappello, per uscire vivi da autobus, metropolitane, negozi e ristoranti dove tutti somigliano stranamente ad orsi polari. Insomma, a New York, per farla breve, l’idea di uscire senza una di quelle borse giganti dove ci sta tutto (compresi gli infradito che, signorine in eleganti tailleur, si infilano ad ogni fermata di metropolitana, liberandosi da stiletti assassini) e’ l’utopia che fa il paio con l’ordinare un cappuccino e vederlo arrivare senza la cannella (che io detesto). C’e’ da aggiungere che, non dormendo mai, la citta’ perde spesso il conto dei giorni e delle stagioni tanto che, qui capita spesso, di avere tutte e quattro le stagioni in una sola settimana.

Tuttavia, questo periodo dell’anno e’ solito per la gran calura che fa triplicare le vendite di condizionatori e le trasmissioni su come ripararsi dai raggi assassini del sole. Quest’anno, invece, nessuno si raccapezza e i telegiornali ormai aprono con immagini di tornei di tennis allagati (gli Open) o di esperti di metereologia che non sanno davvero che pesci prendere e ripetono laconicamente “pioggia per tutta la settimana”. E aria fresca, da giubbino; beh, tranne quando e’ umido da soffocare. Insomma, quest’anno, per favore, non chiedetemi “come mi vesto” e fate la valigia come sempre, per un mese di giugno, e poi rassegnatevi ad un superutilizzo della carta di credito. Per fortuna qui ci sono i saldi 12 mesi l’anno. Nemmeno per quello abbiamo piu’ le stagioni.
24/6/2009
  
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