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Cronaca
Un morso alla Grande Mela
1- La pizzeria Keste
di Angela Vitaliano
“Perche’ sei venuta a New York?” – chiedeva Carrie Bradshow alla sua personal assistant, nel film “Sex and the city”. “Per innamorarmi” rispondeva lei, senza nemmeno il minimo indugio. Vero.

A New York ci si viene per innamorarsi e, nove volte su dieci, accade. Ci si innamora di una persona, di un angolo di Central Park, di un suono di sassofono all’angolo di una strada o, semplicemente, della vita vissuta come in un film, senza mai interruzioni pubblicitarie.

Oppure, ci si innamora di un sogno che si aveva in testa senza nemmeno saperlo. Com’ e’ successo a Rosario Procino e Roberto Caporuscio, napoletani, che hanno aspettato di incontrarsi all’altro capo dell’oceano per dare vita a quella che Time Out (la bibbia per chi vuole conoscere i posti migliori di New York) ha definito la numero uno di tutte le pizzerie (e sono tante) in citta’.

Situata al numero 271 di Bleecker Street, “Keste’” (variante inglese del napoletanissimo “Chest’e’”) ha aperto da meno di tre mesi ma trovare un tavolo, senza fare una lunga fila, e’ diventata un’impresa impossibile dopo sole due settimane. Le “voci” d’altro canto, aiutate da un paio di recensioni giuste, come la primissima apparsa sul “New York Times Magazine”, anche nella grande mela corrono veloci e il piccolo locale, un vero e proprio piccolo pezzo di Napoli, e’ diventato meta di tutti gli amanti del piatto piu’ famoso al mondo. Non potrebbe essere altrimenti, d’altro canto, considerato che il 98% degli ingredienti con cui sono fatte le pizze arriva dalla Campania: pelati San Marzano, mozzarella e provola di bufala e farina. Senza considerare che lo stesso forno, e’ stato interamente costruito con materiali di pietra lavica arrivati provenienti da Napoli.

Fra le pizze piu’ “gettonate”, sicuramente la “Mastonicola”, senza mozzarella, con lardo, basilico e pecorino e la “Pizza del papa”, con fiori di zucca e provola affumicata. E poi, gli speciali, “invenzioni” giornaliere di Roberto che, per anni, come rappresentante dell’Associazione Pizzaioli Napoletani, ha girato l’America per insegnare a fare la vera pizza. Rosario e’ arrivato a New York quasi dieci anni fa, per amore, ovviamente, di sua moglie e Roberto, dopo un lungo girovagare, si e fermato qui, e, con amore, ogni sera regala il meglio della sua Napoli a estasiati new yorchesi.
11/6/2009
  
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