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La Cina s’avvicina
L’8 agosto il via alle Olimpiadi. Cala lo smog e salgono le invenzioni cinesi. Anche il calcio è nato in Cina.
di Mimmo Carratelli
Questi formidabili cinesi che hanno preparato l’Olimpiade più spettacolare di tutti i tempi non ce ne passano una.

Credevamo di avere inventato a Napoli gli spaghetti e a Palermo i vermicelli. Niente affatto. Gli spaghetti li abbiamo inventati noi, dicono i cinesi. Ma se mangiano solo riso? Mah!

Hanno scoperto l’America. L’ammiraglio Zheng He ha scoperto l’America, però senza dirlo, forse per evitare che si arrivasse all’America di Bush. E Cristoforo Colombo? L’avrà pur scoperta, ma settantaquattro anni dopo l’ammiraglio cinese, con la confusione di scambiarla per le Indie e l’imprudenza di divulgare la scoperta, perciò scopritore dell’America e della bomba atomica.

Inimitabili cinesi. Adesso vengono giù col calcio. Chi ha inventato il calcio? Noi, dicono i cinesi, all’epoca Han (206 a.C. – 220 d.C.). Ci avranno giocato col leggendario pallone fatto da una vescica d’animale piena di sottili capelli femminili.

I calciatori cinesi giocavano indossando lunghe vesti con maniche larghe che coprivano le mani, forse per nascondere il fallo di mano. Si legavano alla nuca il codino per evitare che, lasciato libero, si infilasse negli occhi dell’avversario nel raddoppio delle marcature. Quando la precauzione saltava casualmente, inventarono sicuramente il fallo di codino.

Insomma hanno inventato il calcio e, assottigliando la fessura misteriosa e ironica dei loro occhi, lo dicono proprio a noi che credevamo d’essere stati i primi, nel Rinascimento, giocandolo a Firenze anche se in maniera confusa, senza il fuorigioco e senza il 4-4-2 perché in campo c’erano squadre di 27 giocatori.

Sulla storia dell’educazione fisica e dello sport in Cina hanno scritto un libro interessante Pietro Angelici e Germana Mamone (“Il podio celeste”) e vale la pena leggerlo. I cinesi, in anticipo sulla storica disciplina del sollevamento pesi, sono arrivati ancora primi, campioni del sollevamento dei tripodi. Non sorridete. E’ una notizia seria.

Sullo sport hanno avuto subito l’atteggiamento migliore (prima l’amicizia, dopo la competizione), buggerando sul tempo de Coubertin(l’importante è partecipare, non vincere). Però hanno cambiato idea quando lo sport è diventato orgoglio e primato di Stato: l’amicizia non contava più, l’importante era vincere. Ma almeno in questo, con gli sponsor, la tv e i soldi a cascata, siamo arrivati prima noi. La vittoria è tutto e partecipano solo i minchioni.

I cinesi non hanno inventato lo smog, ma Pechino ne produce in quantità spettacolare. Giungono immagini straordinarie della cappa nebbia-smog che stagna sulla città e sugli impianti olimpici. Pechino è pronta a bloccare tre milioni di autoveicoli della capitale per ridurre l’inquinamento. Le polveri sottili superano di sette volte il limite massimo. Un acquazzone è il rimedio naturale, ma poi tutto torna come prima.

Gli atleti avranno le loro difficoltà col “clima sauna” di Pechino. Il Comitato olimpico internazionale potrebbe far rinviare alcune gare di resistenza nel ciclismo, nella canoa e nell’atletica in cui la respirazione degli atleti verrebbe compromessa. L’etiope Haile Gebrselassieha già rinunciato a disputare la maratona olimpica.

Il nervosismo sale, lo smog pure. Pechino sta col fiato sospeso e anche irritato. Beijing or not Beijing, questo è il problema.

30/7/2008
  
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