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Ora, la Cina è vicinissima
di Mimmo Carratelli
La Cina è vicina? E’ vicinissima. Due settimane e nel “nido degli uccelli”, il sensazionale stadio olimpico di Pechino per 91 mila spettatori, la prima e non ultima meraviglia cinese d’agosto, inizierà la fantastica parata mondiale della 26^ Olimpiade, lo spettacolo di Beijing 2008.

I cinesi hanno preparato le cose in grande senza trascurare alcun dettaglio a cominciare dal preciso inizio della manifestazione, una chiccheria della loro preveggenza ispirata al numero 8 che in Cina porta fortuna. Perciò apertura dei Giochi alle 8,8 di sera del giorno 8, dell’ottavo mese dell’anno e ovviamente nell’anno 2008. Tombola!

I cinesi hanno gli occhi ma non il cervello a mandorla. Pignoli, precisi, orgogliosi, hanno preparato un’Olimpiade che farà storia. Intanto, fanno molto sul serio. Sicurezza, ordine, divieti. Targhe alterne e stop improvvisi alla circolazione privata nelle strade della capitale devastate da un caos napoletano. Niente più voli su Pechino. Missili terra-aria “Bandiera rossa” sono pronti a rintuzzare qualsiasi estraneo che volesse introdursi nei cieli cinesi col favore della caligine prodotta dallo smog e dall’umidità monsonica. Al Villaggio olimpico, le palazzine degli atleti sono protette da batterie anti-aeree con avieri in tuta mimetica.

Nella baia di Qingdao, dove si svolgeranno le gare nautiche, tremila uomini su 400 battelli hanno spazzata via in pochi giorni le alghe che l’avevano ridotta un pantano.

Un grande stupore locale ha suscitato il divieto, durante l’Olimpiade, di servire carne di cane. Cancellato dai menù il più prelibato piatto pechinese, la “carne profumata” come viene definita quella dei cani (xiangrou), oltretutto piatto medicinale (yaoshen) capace di rigenerare le forze perdute e migliorare la capacità sessuale. L’avrebbero gradita i due più vecchi atleti dei Giochi, il giapponese Hiroshi Hoketsu (67 anni) e l’australiana Laurie Lever (60), campioni di equitazione.

Ma non è tutto severità e riservatezza. Grande successo delle ragazze pon pon americane, le ammirevoli Cheerleaders che sculettano in tutti gli eventi sportivi degli States, giunte a Pechino per insegnare a seicento ragazze cinesi l’arte dei loro entusiasmanti sgambettamenti. Vedremo negli stadi olimpici le Cheerleaders con gli occhi a mandorla e sarà un bel vedere. In Italia abbiamo fatto di più. L’ha fatto Venezia (guarda un po’, da dove Marco Polo partì per la Cina) organizzando le sfilate di “Miss China in Italy”, un concorso di belle ragazze dell’impero celeste, però in costume da bagno una sola volta ed esclusivamente per i giurati. Intanto si apprende che sull’isola tropicale cinese di Hainan è dilagato il nudismo. Teatro della improvvisa trasgressione la spiaggia di sabbia bianca di Dadonghai nella località alla moda di Sanya. Nessuna condanna e nessun divieto, mentre “Playboy” ha già chiesto di dare una sbirciatina. D’altra parte, e siamo alla vigilia delle gare olimpiche, si è sempre detto: nudi alla meta. Meglio ancora se la meta è la più bella spiaggia di Hainan. Sull’erotismo, la letteratura cinese non è seconda a nessuna. Ora, dalle parole i cinesi passano ai fatti. Ciao, cinesine, ultime al mondo a mostrarsi come Eva nel paradiso terrestre di Sanya. Però, dolcissime dagli occhi a mandorla, comme v’ha fatto mamma ‘o sapimmo meglio ‘e vuie. Sulla sabbia bianca di Dadonghai ci sarebbe da fare comunque una scappatina.
25/7/2008
  
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