Cronaca
La guerra dei rifiuti
Il rinvio a giudizio del governatore Bassolino
di Stefano Federici
Le decine di inchieste ed arresti, susseguiti alle varie operazioni d’indagine sullo smaltimento di rifiuti pericolosi e tossici, non fermano la devastazione del territorio campano.

Già nel 2007 nasce una nuova crisi dei rifiuti e nel giugno 2007 la Commissione Europea avvia una procedura di infrazione contro l’Italia per l’ennesima emergenza che coinvolge Napoli e tutta la regione Campania.

Le discariche sono piene ed emergono, con chiarezza, le deficienze del “progetto Bassolino”, incentrato solo sulla contestata costruzione di un megaimpianto di incenerimento ad Acerra.

Ed è proprio nell’agosto 2007 che la Procura della Repubblica di Napoli (pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo) chiede il rinvio a giudizio per Antonio Bassolino, ancora governatore della Regione Campania, e per altre 28 persone, tra cui i vertici della Fibe e Fisia (Impregilo), per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture.

Gli enormi cumuli di spazzatura che invadono le strade e il perenne rischio di epidemie portano la popolazione all’esasperazione e la reazione che ne scaturisce crea ancora più danni ambientali. Vengono bruciati gli enormi cumuli di spazzatura che invadono la città di Napoli e tutta la provincia. A questi roghi si aggiungono quelli delle organizzazioni criminali, che nei terreni agricoli di Qualiano, Villaricca e Giugliano, zona divenuta poi nota come Terra dei fuochi, bruciano circa 30.000 chili di rifiuti tossici ricavandone un guadagno, come accerta una indagine dei Carabinieri, di circa 118.000 euro.

La diossina, prodotta dai vasti incendi di spazzatura, inquina vaste zone del territorio e per risolvere l’emergenza il governo decide la riapertura della discarica di Contrada Pisani a Pianura, una discarica chiusa nel 1996 e dove erano stati trovati residui tossici provenienti dall’Acna di Cengio (vedi prima e seconda puntata), di una cava dismessa nel quartiere di Chiaiano e il trasferimento di rifiuti verso la Germania tramite ferrovia.

Come accadde ad Acerra per la costruzione dell’inceneritore in un area mai bonificata, così accade a Pianura...gli scontri tra le forze dell’ordine e la popolazione occupano tutte le prime pagine dei quotidiani e i servizi di apertura di tutti i notiziari televisivi.Vengono indagate ed arrestate, per le violenze e i blocchi stradali, 32 persone tra cui anche due politici delle opposte fazioni…Giorgio Nugnes (PD) e Marco Nonno (An).

La discarica non sarà riaperta. L’apertura della discarica di Chiaiano avviene a ridosso del cambio di governo nazionale…a Prodi succede Berlusconi.

Con decreto legge del maggio 2008 il consiglio dei ministri stabilisce la costruzione di quattro, anziché tre, inceneritori, si individuano dieci nuovi siti dove aprire altrettante discariche, si prevedono pesanti sanzioni ai Comuni in caso di mancata attuazione della raccolta differenziata e si stabilisce (per decreto???) la fine dell’emergenza al 31 dicembre 2009.

I punti salienti del decreto legge del 2008 emesso dal governo Berlusconi sono:
 
Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento. 
Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo. 
Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18. 
Ed ecco i codici che classificano il tipo di rifiuti:
19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata
19.05.03: compost fuori specifica
20.03.01: rifiuti dei mercati
19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]
ed ancora:
19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali) 19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose 19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
 
In poche parole, in deroga alle leggi vigenti, si permette di smaltire nelle discariche o di bruciare negli inceneritori anche rifiuti dannosi alla salute pubblica.
La discarica di Chiaiano verrà aperta il 18 febbraio 2009 e il 26 marzo 2009 viene avviata la fase di collaudo del termovalorizzatore di Acerra.
L’inceneritore brucerà così rifiuti “tal quale” anziché CDR, e dai dati dell’ARPAC (prime due settimane di ottobre) si rilevano emissioni di PM10 ben 11 volte superiori i limiti di legge.
Note:
Giorgio Nugnes accusato di associazione a delinquere, devastazione ed interruzione di pubblico servizio si suicida nella sua casa di Pianura  il 29 novembre del 2008. Marco Nonno viene scarcerato il 17 novembre del 2009 ed è ora consigliere comunale.
 
Discarica di Chiaiano: già nel 2009 è noto che la ditta che la gestisce, la Ibi Idrobiompianti, non ha alcuna controindicazione antimafia, ed alcuni soci dell’impresa hanno collezionato una richiesta di citazione in giudizio da parte della procura di Lagonegro per «attività di gestione dei rifiuti non autorizzata» e un’analoga richiesta della procura di Palermo. Il 16 dicembra del 2010 la Prefettura emette atto d’interdizione ad utilizzare il sito. La Sapna, società provinciale che gestisce lo smaltimento dei rifiuti e presieduta da Corrado Catenacci,  comunica la revoca dell’appalto.
 
Termovalorizzatore di Acerra: costituito da tre linee indipendenti che operano in parallelo, ciascuna delle quali svolge le seguenti funzioni:
• ricevimento e stoccaggio dei rifiuti urbani classificati non pericolosi;
• combustione e produzione di energia elettrica;
• trattamento delle ceneri e dei fumi.

Nell’Ottobre 2010 il procuratore, Giovandomenico Lepore, e i pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco hanno delegato i carabinieri del Noe a eseguire verifiche sull'impianto, accertando in particolare se le sue caratteristiche corrispondano a quelle del bando di gara, sulle emissioni, sulla qualità e la quantità dei rifiuti bruciati.

La manutenzione del termovalorizzatore di Acerra è costata, sino ad ottobre 2010, 50 milioni di euro. Non si esclude un problema strutturale all’impianto in considerazione dei numerosi inconvenienti riscontrati dall’attivazione ad oggi.

30/12/2010
  
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