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A Pechino, Quintavalle: spero, promitto e judo
di Mimmo Carratelli
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Non è proprio la foresta di Sherwood, oltre il Forest Park di Pechino, ma ci sono gli arcieri, non proprio quelli di Robin Hood con armi improvvisate, ma arcieri di oggi, arcieri olimpici, con archi e frecce sofisticati. E c’è una discreta folla, cinquemila persone, al Beijing Shooting, un poligono di tiro senza grandi pretese. E c’è il vento che è un avversario peggiore dei rivali in campo.
La squadra azzurra di tiro con l’arco è composta dal triestino Ilario Di Buò, 43 anni, il veterano del gruppo, dal padovano Marco Galiazzo, 25 anni, l’esperto della compagnia, medaglia d’oro individuale quattro anni fa ad Atene, e dal vogherese Mauro Nespoli, 21 anni, debuttante ai Giochi. E’ gente imponente che sfiora il metro e ottanta. Dicono che hanno occhi d’aquila e mani di fata.
Il terzetto azzurro ha superato negli ottavi il Canada (219-217), poi la Malesia (218-213), l’Ucraina in semifinale (223-221) e si presenta in finale contro la Corea del Sud che ha tiratori dalle facce impassibili. Gli arcieri coreani si chiamano Im Dong-Hyu, Lee Chang e Park Kyung Mo.
Ce la battiamo bene, però costretti sempre a inseguire, coreani in vantaggio di un paio di punti. Possiamo prenderli. Arriviamo alle ultime sei frecce. Ora si decide tutto.
Tirano per primi gli azzurri. Galiazzo infila la freccia nel cerchio dei 9 punti, Nespoli e Di Buò in quello dei 10 punti. I coreani sono abbonati al cerchio dei 9 punti e potremmo sorprenderli. Ed eccoli puntuali gli arcieri asiatici che centrano tutti e tre il cerchio dei 9 punti.
Siamo 199 pari e rimangono altre tre frecce.
Tocca sempre all’Italia tirare per prima. Galiazzo centra il 9, Di Buò il 10 e siamo negli occhi, nelle mani e nella mira di Mauro Nespoli. Parte la freccia dal debuttante, ma va fuori dai cerchi propizi infilandosi in quello da 7 punti. Addio oro.
I coreani difficilmente sbaglieranno. Infatti ottengono due 9 e un 10.
Corea del sud batte Italia 227-225 (punteggio record olimpico). Beh, i coreani erano campioni olimpici in carica e hanno beccato la terza vittoria consecutiva ai Giochi. L’Italia è medaglia d’argento ed è la 500^ medaglia azzurra alle Olimpiadi.
SORPRESA - Quando meno te l’aspetti. Infiliamoci nell’austero University Gymnasium di Pechino, uno degli impianti già esistenti prima delle Olimpiadi. Entriamo nel regno di Pinuccio Maddaloni. Ma sul tappeto ci sono le donne. C’è Giulia Quitavalle, 25 anni, finanziera livornese, una donnina di 1,73, bel sorriso. Ai Giochi è una debuttante.
Si avvinghia con tutte le avversarie e va sempre all’attacco. La sua arma migliore è il colpo d’anca. Vale per lei il motto: spero, promitto e judo. Lei spera e non promette, ma vince.
Giulia si libera di quattro concorrenti, la tedesca Yvonne Boenisch, campione olimpica uscente, la mongola Khishigbat, la francese Harel e, in semifinale, l’australiana Pekli, un tipo furbo e diciamo pure scorretto che si becca due penalità. Giulia è in finale. Non ci credeva nessuno.
L’avversario è l’olandese Deborah Gravenstijn. Giulia è lanciatissima, ormai si ferma più e liquida la “tulipana” senza molti problemi (11-1).
Giulia Quintavalle è la prima italiana a conquistare la medaglia d’oro nel judo ai Giochi.
SQUADRE – Debutta in piscina il Setterosa che piega la Russia bicampionessa d’Europa (9-8: 3-3, 1-2, 3-2, 2-1) a conclusione di un match tiratissimo. E’ di Tania Di Mario il gol decisivo a due minuti dalla sirena del quarto tempo. Le azzurre sono campionesse olimpiche in carica. Non daranno strada facilmente.
Le russe si accaniscono su Elisa Casanova, centroboa. Mettono in difficoltà le italiane conducendo prima 2-0, poi 5-3. Per l’Italia è una rimonta eroica. Miceli è la migliore in campo.
Le reti azzurre: Di Mauro e Miceli 2; una a testa Casanova, Bosurgi, Valkai (l’ungherese italianizzata per matrimonio), Zanchi e Pavan.
Anche le pallavoliste marciano sicure. Seconda vittoria dopo il successo sulla Russia (3-1). Battuto il Kazakistan 3-0 (25-19, 25-15, 25-21). In campo Tai Aguero, dopo la drammatica vicenda del viaggio a Cuba per la morte della madre. Ed è proprio Tai (5 punti all’attivo) a schiacciare il colpo decisivo nel terzo tempo.
IMPOSSIBILE - Chi doveva evitare Potito Starace, il tennista di Cervinara, al primo turno olimpico? Doveva evitare l’astro nascente spagnolo Rafa Nadal, prossimo numero uno del raking mondiale. L’ha incontrato a prima botta. Potito si è difeso strappando un set allo spagnolo, ma è uscito dai Giochi. Nadal ha vinto 6-2, 3-6, 6-2.
VASCA DELUDENTE - Nel nuoto non ce ne va bene una. Federica Pellegrini, la pin-up veneziana delle piscine, si piazza solo quinta nella finale dei 400 sl. E dire che in batteria aveva fatto segnare il record olimpico (4’02”19). In finale ha nuotato da 4’04”56.
La vincitrice dell’oro, l’australiana Rebecca Adlington, ha nuotato in 4’03”22. Nessuna delle prime tre ha segnato un tempo inferiore al record della Pellegrini in batteria: argento l’americana Katie Hoff (4’03”29), bronzo la britannica Joanne Jackson (4’03”52).
Federica Pellegrini si è lamentata di avere dovuto gareggiare di mattina.
Fuori dalla finale dei 200 sl Emiliano Brembilla (30 anni). Si è fermato alla semifinali il ferrarese Mirco Di Tora (22 anni) nei 100 dorso.
Nella 4x100 sl lo squadrone americano si è preso l’oro stabilendo il nuovo record del mondo (3’08”24). Ha preceduto Francia e Australia.
E’ il secondo oro per Phelps dopo la vittoria nei 400 misti. Suoi compagni in vasca Garret Weber-Gale, Cullen Jones e Jason Lezak.
L’Italia (Calvi, Galenda, Belotti e Magnini) si è piazzata quarta (3’11”48) anch’essa sotto il record del mondo precedente (3’12”23).
Vittorie dell’australiana Lisbet Trickett nei 100 farfalla, davanti all’americana Magnusson e all’altra australiana Schipper, e del giapponese Kosuke Kitajima nei 100 rana davanti al norvegese Dale Oen e al francese Dubosc.