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Pechino 2008 è cominciata
di Mimmo Carratelli
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Una cerimonia estenuante ha aperto la 29^ Olimpiade nella sera caldissima ma senza pioggia di Pechino e nel segno del numero 8, il numero fortunato in Cina. La cerimonia ha avuto inizio alle 20,08 locali del giorno otto e del mese numero otto (agosto) del 2008. Fianco a fianco il presidente del Cio Jacques Rogge, belga, e il presidente della Repubblica popolare cinese Hu Jintao dal sorriso molto stentato.
Il finale è stato sensazionale. Solo prima della mezzanotte di Pechino, è stato svelato il segreto meglio custodito di questi Giochi: il nome del tedoforo che ha impugnato la fiaccola olimpica negli ultimi metri dopo un percorso nel mondo di 107mila chilometri. E’ stato il ginnasta Li Ning, campione del passato, oggi imprenditore miliardario a capo di una azienda di abbigliamento sportivo, ad accendere il braciere dei Giochi in un ultimo atto altamente spettacolare.
Li Ning è stato issato in cielo, agganciato a un elicottero invisibile, e ha “camminato” nel vuoto tutto attorno alla cornice superiore dello stadio prima di raggiungere il braciere anch’esso svelato all’ultimo istante.
Quando il braciere, protetto dal buio, è stato svelato dalla luce che lo ha centrato si è vista una struttura verticale bianca, molto stilizzata, fasciata da una serpentina rossa.
Alle 24, 02 di Pechino, Li Ning ha dato fuoco alla fune pirotecnica che ha raggiunto il braciere accendendo la fiamma della 29^ Olimpiade. Un colpo di teatro fantastico architettato dal regista delle cerimonia Zhang Yimon, regista del film “Lanterne rosse”.
Per quattro ore e più, nello stadio a nido di rondine, costruito con 45 tonnellate d’acciaio, si erano susseguiti suoni e voci dell’antico cuore e dell’antichissima cultura della Cina. Strumenti tipici. Colori delicati attorno al rosso dominante, il colore della rivoluzione, e al giallo, il colore della luce. Coreografie di raffinata suggestione. Poca allegria. Molto ordine, molta precisione.
Sessanta capi di Stato e di governo presenti. Bush, Sarkozy, re Harald di Norvegia, il presidente dell’Afghanistan Hamid Karzai, la presidente delle Filippine Gloria Arroyo, i presidenti del Brasile Lula e della Corea del Sud Lee Myung-bak, il premier russo Putin, il primo ministro giapponese Fukuda, il principe di Spagna Felipe.
Il finale della serata ha acceso di colpo una cerimonia che è stata molto misurata, austera, simbolica, testimonianza di una cultura senza arroganza.
Diecimila figuranti hanno lavorato tre anni per essere perfetti. Sono stati perfetti. La cerimonia inaugurale è stata aperto dal suono di 2008 (ancora il numero 8) percussionisti. I fuochi d’artificio sono stati immediati e continui: i cinesi hanno inventato la polvere da sparo. Venti fate, simbolo della bellezza cinese, sono calate dal cielo nello stadio di Pechino.
Ecco anche i bambini, 56, con la bandiera cinese, poi portata, con passo marziale, da una rappresentanza dell’esercito popolare che conta due milioni e mezzo di soldati, il più grande del mondo. Sulla bandiera cinese, rossa, la grande stella gialla che rappresenta il partito comunista e quattro stelle gialle più piccole rappresentanti le classi sociali: operai, contadini, militari e intellettuali.
Lo stadio si è acceso spesso di azzurro e arancione. La tecnologia ha affiancato la tradizione. Recitato da tremila oranti un salmo di Confucio. Una coreografia di grandi cubi bianchi, mossi da 897 ragazzi, ha simboleggiato la Grande Muraglia. Tutta la storia e la cultura della Cina è stata proposta da una coreografia rigorosa.
Su un carro mobile, con i personaggi nei costumi tipici, è apparsa una riproduzione dell’Opera di Pechino. Non è mancata la coreografia che ha ricordato l’esercito di terracotta, grande ritrovamento archeologico, che ha fissato per l’eternità l’armata che unificò la Cina. E, naturalmente, lo spettacolo ha voluto ricordare anche la celebre Via della Seta. Nessun accenno a Marco Polo. Pazienza.
L’epoca moderna è stata proposta da una serie di figuranti con i gesti, le movenze, i passi e la concentrazione spirituale comuni ai cinesi di ogni giorno nei giardini della capitale.
Infine, è apparso un gigantesco globo di 16 tonnellate, alto 18 metri, raffigurante il mondo percorso dai cinesi. Tutto è andato avanti molto lentamente prima dell’ingresso delle 204 nazioni partecipanti a questa Olimpiade.
Alle 23,34 il presidente Hu Jintao ha dichiarato aperta l’Olimpiade con un cantilenante e squillante cinese. Fuochi artificiali e giubilo. E’ entrata la bandiera olimpica e un coro di 80 bambini ha cantato l’Inno dei Giochi. Poi 50 donne in pepli da vestale hanno simulato il volo delle colombe.
Lentamente ci siamo avvicinati al sorprendente colpo finale. Beijing 2008 è iniziata.