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Cultura
Donne e specchi
di Giovanna D'Arbitrio
In un periodo storico in cui perfino nei paesi cosiddetti civili la violenza contro le donne cresce in modo inquietante ci chiediamo come mai le donne non riescano ad unirsi e lottare insieme per difendersi per pretendere almeno leggi pi efficaci e una maggiore sensibilizzazione a livello educativo con corsi per scuole e famiglie. Secoli e secoli di sopraffazione sulle donne hanno generato tra mondo maschile e femminile una spaccatura profonda, lasciando unimpronta condizionante soprattutto su quello femminile, distorcendone identit e indebolendone reciproca solidariet ed empatia.

Ci viene in mente il tema del doppio, tema ricorrente in tutte le epoche e culture e si ritrova in opere cinematografiche, letterarie, pittoriche e quantaltro: un fenomeno interessante che non poteva sfuggire agli studi di illustri personaggi nel campo della psicanalisi da Freud in poi.

Otto Rank per esempio nel suo testo Il Doppio cerca di dimostrare che esso nasconde in effetti una perdita di identit e il consequenziale desiderio di recuperarla, mentre Jacques Lacan nel descrivere lo stadio dello specchio afferma che il bambino riconosce pi facilmente se stesso nellimmagine riflessa se si specchia insieme a sua madre. Cos a quanto pare fin dallinfanzia, le persone che incontriamo nella vita ci aiutano nellardua ricerca della nostra pi autentica e profonda identit, cio quel quid per cui una persona tale e non altra, un quid spesso celato o distorto da condizionamenti e maschere.

Deduciamo dunque che tutti gli esseri umani, maschi e femmine, attraverso varie esperienze, nel confronto con gli altri imparino (volenti o nolenti) a conoscere meglio se stessi, pi o meno profondamente a seconda dei casi e di altri imponderabili fattori, una diversit di comportamento tra uomini e donne.

Osservazione e riflessione evidenziano unevidente diversit di comportamento: nei maschi si nota una maggiore complicit, una sorta di goliardico cameratismo che va dal semplice ammiccamento per una battuta piccante a tanti altri campi, come sport (calcio in particolare), lavoro, politica ecc... Insomma nel corso dei secoli, di padre in figlio, essi si tramandano una specie di linguaggio al maschile, un modo di comunicare meno complicato e contorto di quello femminile. In poche parole sono consapevoli che la loro met del cielo, quella maschile, conta di pi.

La met femminile, invece, avendo alle spalle un percorso storico ben diverso, malgrado i discreti successi nel campo delle pari opportunit conseguiti con dure lotte, ancora stenta a trovare un linguaggio comune, in genere pi portata a sottili lotte intestine che alla difesa dei propri diritti mediante un senso di appartenenza a quella parte dellumanit che attraverso i secoli, di madre in figlia, si tramanda le stesse problematiche, in parte forse risolvibili, o almeno alleviabili, con una maggiore empatia e solidariet.

Spesso ascoltando i discorsi delle donne e osservando piccoli dettagli, come uno sguardo, un gesto, un sorriso un po triste, si rilevano insoddisfazioni e frustrazioni, il desiderio di misurarsi con le altre per meglio individuare successi e risultati nella propria vita. In contrapposizione agli sfoghi di alcune, pertanto, altre nel tentativo di fornire un esempio, cominciano spesso i loro discorsi con io ho fatto cos, io ho detto questo, io ho lottato di pi, io ho problemi pi gravi, io, io, io.

Insomma gli specchi sono tanti, ma le immagini che noi donne ci rimandiamo da una parte allaltra, sono un po distorte, apparentemente deformate da presunzione e sicurezza, ma in realt solo velate da preoccupazioni e stanchezza. Alla fine, tuttavia, malgrado tutto ci, emergono le nostre vere identit e anche tanti aspetti positivi, come grande coraggio nel lottare contro gravi malattie, flessibilit, pazienza, sensibilit, altruismo, amore per la famiglia, perfino senso dellumorismo, ironia e una grande capacit di gioire quando non siamo stressate.

Ho aperto un quaderno e sulla prima pagina ho incominciato a scrivere un elenco con i nomi di tutte le mie amiche, colleghe, parenti (bisnonne, nonne, mamme, sorelle, cognate, zie, cugine, figlie e nipoti). Accanto a ogni nome ho aggiunto una qualit predominante, poich nessuna risultava priva di qualche qualit caratterizzante. Siamo davvero tante - ho pensato - e potremmo formare gi un piccolo esercito pronto a marciare insieme, poich ci vogliamo bene.

chiaro che le donne hanno sulle spalle pesi molto pesanti e, oltre tutto, di varia natura, ataviche insicurezze e maggiori condizionamenti; noto, inoltre, che nei periodi di crisi, come in quello attuale, sono le prime a pagare sulla loro pelle tante difficolt in campo lavorativo, familiare, esistenziale. Laltra met del cielo dunque deve ritrovare forte coesione e tolleranza, altrimenti destinata ancora a soccombere.

Bisogna forse andare Oltre lo Specchio, come afferma E. Costantini nel suo libro, per accettare i nostri limiti e magari superali insieme alle altre, pardon insieme agli altri, poich alla fine, comunque, non possiamo fare a meno di sperare che un giorno il cielo non sia pi diviso a met, ma uno.



22/1/2022
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