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Cultura
Una storia ospedaliera gloriosa
di Achille della Ragione
Una storia ospedaliera gloriosa, ma poco conosciuta I moderni ospedali nascono in osservanza a quanto stabilito dal Concilio di Nicea del 325 d.C., che impose a Vescovati e Monasteri di costituire, nelle proprie citt, luoghi ospitali per pellegrini, ammalati e poveri.

E gi il Codice di Giustiniano (534 d.C.) ne sancisce una serie, con compiti e finalit distinte: orfanotrofi, manicomi, ospedali, ecc..

Il presente capitolo vuole tracciare una storia del succedersi nella citt di Napoli e nellimmediato circondario della nascita di questi presidi, iniziando fin dalla Napoli greco-romana.

Nel VI - VII secolo d.C. vengono istituite le Diaconie, strutture rette da laici con funzioni assistenziali generiche. Del IX secolo sono le prime tracce certe di ospedali in citt, ma con il secondo millennio che si comincia ad avvertire quel sentimento di pietas cristiana che, in comunione con quella laica, inizia a diffondere una vera e propria rete assistenziale diffusa, con larticolazione nel settore di competenze distinte tra religiosi e laici.

Gli ospedali antichi sono ovviamente posizionati per la gran parte nella zona antica del centro.

Nel XVI secolo si diffondono Confraternite e Consorterie. Ricordiamo che, in quei tempi, borghesia e nobilt curavano i propri malati in casa, chiamando i medici al capezzale.

Il clero veniva assistito in loco dai confratelli, tra i quali quasi sempre cera un esperto nellarte sanitaria.

Verso la fine del 200 si ha notizia dei primi ospedali napoletani: SantEligio e Santa Maria di Piedigrotta. Dellinizio 300 quello dellAnnunziata (fig. 1), e poi via via tanti altri.

Nel 500 gli ospedali iniziano a diventare numerosi. di quei tempi la diffusione della sifilide, che Girolamo Fracastoro (1478 1553) defin morbo gallico, nellipotesi che esso avesse avuto origine in Francia, malattia incurabile e da qui la fondazione nel 1519 dellOspedale degli Incurabili (fig. 2) voluto da Maria Lorenza Longo (fig. 3), moglie del segretario del Re di Spagna.

Lei, afflitta e poi guarita da un grave male, profuse nella relativa costruzione tutti i suoi beni per poi raccoglierne altri estranei. Tuttora operativo, esso si trova nelle vicinanze di piazza Cavour e di via Maria Longo appunto.

LOspedale dei Pellegrini, anchesso oggi attivo, risale invece al 1533. Gi alla fine del XVI secolo gli Incurabili, tra gli ospedali pi grandi dEuropa, aveva oltre 1500 posti letto, suddivisi in specifici reparti, ed era il pi celebre del regno, dotato di tutti i servizi necessari a farne una struttura autonoma ed avanzata.

La gerarchia interna era blanda, i medici erano autonomi nelle decisioni: consultavano il primario solo quando era, a loro giudizio, necessario. Dato lalto livello del personale, il complesso era sede appunto dei malati allora ritenuti incurabili.

Vi venivano anche istruiti ad arte medica di ottimo livello gli allievi del Collegio Medico Cerusico (fig. 4), nato verso il 1764 ed operativo fino allUnit dItalia, vero cenacolo illuministico, con sede nel proto ospedale del Regno delle Due Sicilie: S.M. del Popolo degli Incurabili.

Il collegio, autonomo dal potere universitario, ma sottoposto a rigide regole ecclesiastiche, annover tra i suoi maestri ed allievi i medici pi illuminati del Mezzogiorno.

Molti di essi parteciparono ai turbolenti eventi della Repubblica Napoletana e pagarono sulle forche, come Domenico Cirillo, la fede negli ideali sociali e di libert, legati al loro stesso credo professionale.

In questi ospedali fiorirono maestri ed intelligenze dello stampo di Cotugno, Sarcone, Amantea, Chiari, Santoro, Boccanera, Scotti e de Horatiis. I loro libri, gli articoli scientifici conservati nelle antiche biblioteche e negli archivi ospedalieri, ci sorprendono per l'accuratezza delle osservazioni, l'intuizione clinica, l'audacia degli interventi e l'attenzione ai risultati.

In ci la Scuola Napoletana fu pari alla cultura medica dei migliori stati europei, nonostante gli esigui riconoscimenti nella memoria storica del nostro paese.

Benefattori e religiosi prestarono la loro opera in questi che furono soprattutto "ospedali della carit". In queste vecchie corsie si mostr il flagello delle epidemie di peste, colera e tifo, che periodicamente e drammaticamente hanno fatto parte della storia sanitaria della citt.

L'equilibrio e la moderazione nell'esercizio professionale, insieme al rispetto dell'autentica tradizione ippocratica, furono la connotazione della Scuola Medica Napoletana.

L'empirismo di Marco Aurelio Severino e l'observatio di Domenico Cotugno, partoriranno una sintesi equilibrata tra il medico fisico, teorico, ed il barbiere cerusico, vera figura illuministica di artigiano del corpo.

Sotto l'astro dei Borbone il XIX secolo affermer la modernit della medicina come professione e la validit di una rete ospedaliera ove esercitarono l'arte di guarire medici che per umilt, rigore, moderazione ed intuito meritarono il nome di scuola.

Tra le tante strutture dellepoca, ne ricordiamo solo alcune:

LOspedale di S. Nicola alla Dogana, che sorse verso la met del XIV secolo vicino al Molo, sotto il regno dei Durazzo - DAngi, e visse per un paio di secoli.

LOspedale di S. Eligio, nella zona di Piazza Mercato che oper anchesso per un paio di secoli.

LOspedale di S. Giovanni a Mare, in un edificio romanico opera dei Benedettini nella met del XII secolo, oper fino al XIX secolo.

LOspedale di SantAniello a Caponapoli che fu il primo ospedale pubblico della citt.

LOspedale dellAnnunziata, conosciuto anche come Real Casa dellAnnunziata, nacque nel 1316 come ex-voto di una famiglia di combattenti. noto per la ruota in cui venivano abbandonati neonati dalle proprie madri. Allinterno era sempre presente una donna che provvedeva subito alle prime necessit del bimbo. Essi venivano poi cresciuti nella struttura, fino ai 18 anni i maschi per essere avviati al lavoro, fino ai 25 le femmine. Se queste si sposavano prima, veniva loro concessa una piccola dote purch fossero vergini. La ruota fu abolita nel 1872.

Dal periodo normanno fino allUnit dItalia gli ospedali napoletani rappresentarono lunico punto di riferimento per lintero regno, una funzione che, pur se in misura ridotta, rivestono ancora oggi verso lhinterland e la stessa regione.

Alcune di queste strutture sanitarie, come i Pellegrini, il San Gennaro, lAscalesi, lAnnunziata e gli Incurabili costituiscono anche oggi il cuore dellassistenza medica per gli abitanti del centro antico.

Lantica capitale del regno poteva vantare oltre 150 luoghi di assistenza agli infermi.

Nosocomi ultracentenari che rispondono ancora efficacemente alla richiesta di salute e di ricovero di oltre met della popolazione, mentre altri storici istituti di cura come lospedale S. Maria della Fede, il S. Andrea, la Cesarea, il Lazzaretto ed il famosissimo Ospedale della Pace sono stati trasformati o pi spesso abbandonati al degrado.

Costruiti durante il vice regno spagnolo, quasi tutti per la lungimiranza di don Pedro da Toledo e ben poco modificati in seguito, riescono a coniugare vecchi corridoi di monasteri con le moderne esigenze dellassistenza medica.

Spesso forniti di mura e strutture poderose, progettate da grandi architetti, dal Vanvitelli ed il Fuga a Domenico Antonio Vaccaro hanno brillantemente superato la prova del tempo resistendo a numerosi terremoti.

Di alcuni ci rimane solo il ricordo, come nel caso del primo nosocomio, costruito da S. Aniello sul pendio di quel colle, chiamato pi tardi S. Aniello a Capo Napoli, da sempre punto di riferimento per i presidi ospedalieri cittadini o soltanto modesti ruderi come nel caso del Lazzaretto di Nisida, in funzione fino al 1860 ed oggi riconoscibile solo per qualche traccia muraria lungo il ponte che collega lisolotto alla terraferma, a differenza dello splendido gemello situato nellambito dellex Ospedale della Pace, un gioiello che meriterebbe di essere conosciuto da indigeni e turisti e che viceversa non neppure aperto al pubblico.

Anche dellospedale di San Giovanni a Mare, il pi antico in assoluto, rimane solo un flebile ricordo ed il proposito, mai attuato, di costruirne uno nuovo l dove sorgeva, in unarea oggi affollata da cadenti abitazioni e infimi esercizi commerciali.

Durante gli anni bui delle guerre medioevali, le quali distrussero ogni traccia di ordine sociale, le pie istituzioni napoletane, che vivevano allombra della fede, non ebbero a subire alcun danno, anzi esse si andarono moltiplicando fino a raggiungere nel XIII secolo, con gli Angioini, il massimo della loro attivit.

E nacque allora, proprio dove era caduto il giovane e bellissimo capo dello svevo Corradino, quel grandioso Ospedale di S. Eligio, opera pi di espiazione che di amore, con la quale il re Carlo I sper di dar pace ai rimorsi del suo cuore.

E fu sotto il regno di suo figlio Roberto, sposo alla regina Sancia, che sorse la Real Casa dellAnnunziata, il pi famoso brefotrofio dEuropa, il quale non ha mai smesso di funzionare dal lontano 1320 e svolge ancora oggi la sua meritoria opera, reso celebre dalla famigerata Ruota degli esposti, attraverso la quale sono transitati innumerevoli pargoli abbandonati dalle mamme ed affidati al grande cuore della citt ed allamorevole attenzione delle monache.

Nei decenni successivi fu tutto un fiorire di iniziative in soccorso non solo dei malati, ma anche dei pi deboli. Ecco cos sorgere al fianco dellospedale per i gentiluomini poveri, fondato dalla nobile Giovanna Castriota e dellospedale per gli stranieri, nato per linteressamento degli stessi forestieri, con annesso un convalescenziario, altre istituzioni come il ricovero per le donne discordi dai mariti alla Scorziata, lospizio di S. Maria di Loreto per gli orfani e quello di S. Onofrio per i vecchi.

Fino a giungere nel 1522 alla nascita del pi grosso ospedale del tempo, quello di S. Maria del Popolo agli Incurabili, grazie allanimo generoso e pio di Maria Lorenza Longo, vicino al quale sorge, scandalosamente chiusa da tempo immemorabile, la Cappella dellArciconfraternita dei Bianchi, dedita allassistenza dei condannati a morte, che conserva nelloratorio limpressionante statua in cera della Scandalosa raffigurante il cadavere di una prostituta divorato dai vermi, magistralmente descritto da Salvatore Di Giacomo in una sua novella e dove i superstiziosi venivano ad acquistare pezzettini di corda usati per le impiccagioni, un macabro amuleto contro il malocchio.

Il complesso degli Incurabili, noto allepoca in tutta Europa per la bravura dei medici e per i benefici delle cure, nasce per il voto di una nobildonna e prende il nome dai suoi ricoverati, non inguaribili, bens incurabili, perch nessuno voleva prendersi cura di loro.

I visitatori del Gran Tour spesso lo visitavano alla pari delle bellezze naturali e per secoli ha funzionato non solo come ospedale, ma anche come universit, anzi era sede gi dalla met del Settecento di un collegio medico cerusico con regole rigide e gli studenti erano seguiti come in un moderno collegio.

Ivi furono praticate le prime anestesie ed il primo taglio cesareo, furono applicati i primi rudimentali cateteri e furono adoperati svariati ferri chirurgici originali forgiati da artigiani napoletani (fig. 5).

Celebri sanitari hanno esercitato nelle corsie del superbo nosocomio da Domenico Cirillo (fig. 6) e Domenico Cotugno, ad Antonio Cardarelli fino allo stesso Moscati prima di diventare santo.

E tanti altri santi e beati hanno lavorato a vario titolo nelle corsie del celebre nosocomio, da Gaetano Thiene (fig. 7) ad Andrea Avellino, da Francesco Caracciolo ad Alfonso Maria de Liguori (fig. 8), fino a don Placido Baccher ed alla santa dei quartieri spagnoli Maria Francesca delle cinque piaghe (fig. 9).

Purtroppo un rovinoso incendio ha distrutto quasi completamente il suo archivio, provocando un irreparabile danno alla storia della medicina meridionale ed al benemerito studioso che volesse dedicarsi al recupero della memoria storica di quella che fu una grande capitale dotata di una rete di ospedali, che tutto il mondo ci invidiava.

Didascalie
fig. 1 - Ospedale Annunziata
fig. 2 - Pianta dell'Ospedale Incurabili
fig. 3 - Maria Lorenza Longo
fig. 4 StemmaVisualizza
fig. 5 - Antichi strumenti chirurgici
fig. 6 - Domenico Cirillo
fig. 7 - San Gaetano Thiene
fig. 8 - S. Alfonso Maria de Liguori
fig. 9 - Santa Maria Francesca delle 5 piaghe
10/5/2021
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