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La Casina del Boschetto
di Antonio Tortora
In una calda giornata della primavera del 1985, anno prima anno dopo, ero ancora un giovane aspirante giornalista e di lì a poco avrei coronato il sogno di iscrivermi a un'albo professionale che aveva a che fare con la conoscenza, con la cultura, l'informazione e con tutto quanto, quasi romanticamente ed esotericamente, si compenetrasse di territorialità, di popolo, di storia, di eventi. Il sogno stava per realizzarsi mentre di lì a poco il ventisettenne collega de Il Mattino, corrispondente da Torre Annunziata, Giancarlo Siani veniva trucidato al Vomero; questo per ricordare che il mestiere di giornalista, fatto bene e con tutti i crismi professionali, può davvero diventare pericoloso.

Ma, dicevamo, il sogno stava per realizzarsi quando mi fu chiesto, dall'allora presidente del Consiglio Regionale dell'Ordine Cesare Marcucci, di partecipare ad una giornata di accoglienza, insieme al Segretario dell'Ordine Costantino (da tutti chiamato confidenzialmente Nino) Trevisan, dedicata a un nutrito gruppo di giornalisti russi.

Io, molto giovane e intenzionato a penetrare i segreti della professione, all'epoca, lavoravo volontariamente all'Ordine con mansioni di assoluta fiducia, accordatami dallo stesso indimenticabile Marcucci, e ritenni l'invito un'occasione ghiotta per capire, per conoscere, per cercare di decifrare questi strani personaggi che, ricevuti all'aeroporto da noi e da altri autorevoli rappresentanti dell'Ordine e sapientemente scortati da motociclisti della Polizia, giunsero finalmente al Circolo della Stampa chiamato anche Casina del Boschetto e Casa del Giornalista o ancora "del Forestiero" sito nella Villa Comunale che in origine era chiamata Real Passeggio di Chiaia.

Questi illustri personaggi, direttori e redattori delle più prestigiose testate giornalistiche russe, fra cui Novaja Gezeta, Izvestija, il moscovita Moskovskaja Pravda, Ogoniok e le agenzie Itar-Tass e Ria Novosti, scesi dal torpedone da turismo che era loro stato messo a disposizione, si dissero incantati dalla bellezza della città che avevano da poco attraversato, e non avevano tutto sommato visto ancora nulla; ma soprattutto rimasero stupefatti dalla bellezza del luogo ovvero del Circolo della Stampa immerso in un verde lussureggiante e a pochi passi dal più bel lungomare del mondo.

Furono ricevuti cordialmente da un'intero staff di colleghi molto più anziani di me e di esperienza pluridecennale e per me, che feci parte del comitato di accoglienza già in prossimità della scaletta aeroportuale e del comitato ristretto che fece gli onori di casa, l'emozione fu grande.

Ero, forse incredulo, al cospetto di personaggi straordinari, dal forte carisma e dall'eccezionale calore umano ma da cui la "guerra fredda", ancora ufficialmente in corso, suggeriva di tenersi ingiustamente alla larga.

Il pranzo d'onore fu organizzato al ristorante delle Terme di Agnano e i giornalisti della grande Russia goderono appieno dei cibi partenopei, dei vini della Campania Felix e della musica classica napoletana che accompagnò la giornata con classici suonati da valenti maestri di chitarra e mandolino.

Molti di loro, messisi a proprio agio, impararono a parlare napoletano in poche ore e li udimmo cantare nella meraviglia generale. Fu una delle più belle giornate che la professione mi ha regalato.

Comunque dopo tutti questi anni, e dimenticando definitivamente ogni residua possibilità di far tornare i giornalisti nella prestigiosa sede, qualcosa potrebbe muoversi vista l’intenzione del Comune di cedere l’ex Circolo della Stampa alla Stazione Zoologica Anton Dohrn e la relativa delibera di non molti mesi fa; il tutto in seguito al varo di un programma di dismissione del patrimonio comunale immobiliare.

In tal caso la struttura, restaurata a spese dell’importante ente scientifico, potrebbe tornare alle vecchie glorie consentendo l’apertura di un Museo Darwin-Dohrn nonché di una Biblioteca del Mare entrambi finalizzati allo studio della biologia marina.

La realizzazione del progetto aumenterebbe il prestigio della Stazione Zoologica, il più antico acquario d’Italia creato sul nostro straordinario lungomare proprio per la ricchezza faunistica del Golfo partenopeo, e conferirebbe nuova vita e un meritato futuro alla famosa Casina del Boschetto nella Villa Comunale.


Guarda le foto di Riccardo Siano pubblicate da Repubblica:
http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/06/13/foto/sos_casina_del_boschetto_tra_degrado_e_incuria-60991272/1/#1
21/4/2015
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