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Sanità
A Napoli ASL 1 vietato parlare coi giornalisti
Il commissario: no a dichiarazioni ed interviste
di Marco Turo
Egregio sig Commissario, innnanzitutto auguri per il mandato impegnativo che ha ricevuto e per le aspettative che noi dipendenti riponiamo nella Sua nomina giunta dopo la disastrosa monarchia bassoliniana e dei manager che in tale periodo si sono succeduti durante il cui “regno” l’ASL Napoli 1 ha toccato il fondo.
 
Mi duole, tuttavia, notare che la sua prima uscita coincide con una circolare su cui desidero fare alcune osservazioni.
 
La circolare cui mi riferisco riguarda le “dichiarazioni alla stampa” ed è simile a quella emanata dai suoi predecessori. Devo confessarle che il contenuto sulla “necessità di non rilasciare interviste o dichiarazioni alla stampa in merito a questioni o problematiche inerenti l’azienda se non previa autorizzazione della struttura commissariale”, ha un alcunché di comunicato da ufficio stampa di soviet supremo e anche di poliziesco quando nella stessa si afferma che i Responsabili, cui la circolare è indirizzata, sono invitati a “vigilare sulla sua corretta applicazione”.
 
Mi rendo conto che dal suo punto di vista non è conveniente far sapere ai cittadini che tra i dipendenti serpeggia un malcontento dovuto all’ormai cronico ritardo nel pagamento degli stipendi o che la disorganizzazione più totale regna in alcuni Uffici o che, fatto più importante, le richieste dei responsabili medici di reparti e servizi per migliorare la qualità del lavoro vengono completamente ignorate e che ciascun Primario è costretto a navigare a vista quotidianamente per far fronte alle esigenze degli utenti!
 
Dia a noi tutti dipendenti la percezione che il Suo arrivo coincida con una nuova “stagione”, che il suo impegno non si ridurrà ad “aggiustare solo i conti” ma che sia foriero di un nuovo, fattivo atteggiamento.
 
Ci faccia credere, sig. Commissario, che la sua presenza non sia solo frutto di decisioni politiche alle quali deve tacitamente sottostare, che goda, insomma, di autonomia, che veramente le stia a cuore l’ammalato e le innumerevoli problematiche che vi ruotano intorno. Le ricordo, infine, che il rapporto di fiducia che lega un dipendente all’osservanza delle regole fissate da un’azienda non significa sottostare al “pensiero unico.
 
La critica, quando costruttiva e quando non coinvolga il codice penale, è un diritto sacrosanto di ogni libero cittadino e un dipendente di un’azienda, sino a prova contraria, è innanzitutto un libero cittadino (art. 21 della Costituzione).
30/8/2010
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