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Sanità
Magnetoencefalografia
A Napoli il primo laboratorio del Sud
Lunedì 22 marzo sarà ufficialmente presentato al pubblico il Laboratorio di Magnetoencefalografia dell’Istituto di Cibernetica “E. Caianiello” del Cnr di Pozzuoli, ospitato nella Casa di Cura Villa Russo. Si tratta del primo Laboratorio di Magnetoencefalografia realizzato nel Mezzogiorno.

A differenza delle strutture scientifiche in cui finora si è utilizzato il magnetoencefalografo esclusivamente ai fini della ricerca nel campo delle neuroscienze, il nuovo laboratorio, per la prima volta in Italia, potrà essere messo a disposizione di pazienti e impiegato anche a fini diagnostici.

La magnetoencefalografia (MEG) è una tecnica medica non invasiva utilizzata per lo studio del cervello. Attualmente, la MEG è utilizzata prevalentemente nell’ambito delle neuroscienze, ma vi sono delle applicazioni cliniche nella quale la MEG è considerata una tecnica di elezione, come nelle indagini prechirurgiche nei pazienti con epilessia focale. La tecnica è impiegata per localizzare con precisione focolai epilettici e aree cerebrali fondamentali, come quelle del linguaggio, in modo da evitare che queste vengano danneggiate durante interventi chirurgici finalizzati, per esempio, alla rimozione di masse tumorali. Recenti studi hanno riportato risultati incoraggianti anche nella diagnostica di patologie come sclerosi multipla, morbo di Alzheimer, schizofrenia, sindrome di Sjögren, alcolismo cronico.

La MEG permette di misurare i debolissimi campi magnetici associati alle correnti neuronali. Si tratta di una tecnica nata in tempi relativamente recenti (i primi strumenti risalgono agli anni '70) soprattutto a causa della debolezza di questi campi, centinaia di milioni di volte più deboli di quello terrestre. La misura dei campi magnetici indotti dall'attività elettrica cerebrale è diventata possibile grazie a speciali rivelatori detti SQUID (Superconducting QUantum Interference Device): questi sensori, in grado di ‘vedere’ il segnale prodotto anche da poche cellule, sono i più sensibili sensori di campo magnetico attualmente disponibili sul mercato, capaci di misurare campi 10 miliardi di volte più piccoli di quello terrestre. Nel settore degli SQUID, l’Istituto di Cibernetica del Cnr è all’avanguardia, con il gruppo di ricerca nel campo della superconduttività coordinato da anni dal Maurizio Russo, fisico e attuale direttore dell’Istituto.

Gli SQUID sono magnetometri che sfruttano le proprietà dei superconduttori, materiali così chiamati perché, a temperature prossime allo zero assoluto, sono in grado di condurre l’elettricità senza alcuna resistenza.

A differenza dell’elettroencefalografo, che legge l’attività elettrica del cervello, il magnetoencefalografo misura, come si è detto, i campi magnetici emessi da quest’organo, in modo del tutto non invasivo, limitandosi alla sola ricezione di segnali fisiologici alla superficie del corpo (senza contatto), con una risoluzione spaziala, legata alla trasparenza dei tessuti umani ai campi magnetici, inferiore al centimetro e la possibilità di aggiornare la mappatura funzionale del cervello quasi ogni millisecondo, quindi praticamente in tempo reale: si pensi che la fMRI (risonanza magnetica funzionale per immagini) aggiorna invece ogni centinaia di millisecondi. Una tale risoluzione temporale consente quindi di effettuare un’accurata analisi dell’interazione fra le diverse regioni dell’encefalo integrando, via software, le immagini funzionali con l’imaging morfologico proveniente da altre diagnostiche (MRI).

Il Laboratorio MEG dell’Istituto di Cibernetica del CNR dispone di un sistema a 165 canali disposti  sulla superficie di un elmetto. Il casco viene raffreddato con elio liquido fino alla temperatura di

-270 °C (prossima allo zero assoluto), ma è isolato termicamente e non raffredda minimamente la testa. Il luogo dove si realizza l’esame deve comunque essere schermato per diminuire i disturbi prodotti dal campo magnetico terrestre e da altri campi ambientali. L’ulteriore pulizia del segnale è affidata a tecniche di filtraggio e analisi, con cui si cerca inoltre di ricostruire la sorgente a partire dal campo registrato

Il sistema prototipale sviluppato costituisce uno degli obiettivi del Progetto Sviluppo di componentistica superconduttrice avanzata e sua applicazione a strumentazione biomedica cofinanziato dal MiUR nell’ambito dei Piani di Potenziamento della Rete Scientifica e Tecnologica (Legge 488/92).

La realizzazione del magnetoencefalografo è un brillante esempio di fruttuosa partnership fra mondo della ricerca e industria: compagna d’avventura dell’Istituto di Cibernetica nel campo della diagnostica magnetografica è infatti da sempre l’azienda abruzzese Advanced Technologies Biomagnetics (ATB).  Il laboratorio insiste su spazi messi a disposizione dalla Casa di Cura Villa Russo sulla base di una convenzione di ricerca, stipulata fra quest’ultima ed il CNR, con la Divisione di Neurologia e Geriatria diretta dal prof. Andrea Tessitore.

21/3/2010
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