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Sanità
Stitichezza e incontinenza disturbi anche giovanili
di Stefano Federici
Recenti statistiche ci dicono che i disturbi funzionali dell’apparato pelvico e perineale, quali stitichezza o incontinenza, colpiscono un numero sempre maggiore di persone, anche tra i giovani. Problemi poco trattati dalla letteratura medica e che condizionano, a volte pesantemente, la vita di chi ne soffre.

Ne parliamo con il Professore Alberto del Genio, tra i più illustri chirurghi e studiosi dell'apparato digerente, dirigente del Dipartimento assistenziale integrato di Chirurgia generale e Specialistica della I Divisione di Chirurgia Generale e Gastroenterologia della Seconda Università degli Studi di Napoli, e con i suoi collaboratori, dottori Luigi Brusciano e  Saverio Sansone.

Professore Del Genio quali sono le cause prime che creano questi disturbi?
I disturbi di stitichezza e incontinenza sono l’effetto di una serie di cause. Diciamo che, comunemente, una cattiva alimentazione, il poco moto, una “gestione” sbagliata del proprio corpo possono causare questi problemi.

Che tipo di metodo utilizzate ?
Il nostro lavoro consiste nella riabilitazione pelvi-perineale, cioè trattiamo casi di incontinenza, stitichezza, disturbi provocati da danni fisici o psichici successivi ad un intervento chirurgico o a qualche malattia e svolgiamo anche un’attività di prevenzione dei prolassi rettali ed uro-genitali. Teniamo a precisare che il nostro non è un metodo, cioè non è alternativa a nessuna attuale profilassi o cura di questi disturbi. La nostra opzione terapeutica consiste in due fasi, distinte, ma non separate:

1 - La rieducazione volta a far possedere coscientemente al paziente la funzione da riabilitare;
2 - La riabilitazione che si raggiunge con varie tecniche.
 
“Il primo passo di questo percorso che facciamo insieme al paziente – dice il professore Del Genio - è la presa di possesso del corpo, capire come è fatta e come opera la zona che funziona male. Come un allenatore con il proprio atleta aiutiamo e suggeriamo gli “esercizi” e le terapie per correggere gli errori ed eliminare le fastidiose conseguenze. Per questo abbiamo bisogno che il paziente non sia un soggetto passivo, che “subisca” la terapia, bensì si impossessi coscientemente del suo corpo e della sua malattia e sia anch’egli parte attiva. In conclusione l’obiettivo di questo percorso riabilitativo e di rieducazione consiste nel restituire al paziente, per quanto è possibile, la piena padronanza del suo corpo”.
 
La riabilitazione in che cosa consiste?
La fisiochinesiterapia serve a riequilibrare e sciogliere il corpo. L’elettrostimolazione, fatta tramite sondini, serve alla stimolazione dei nervi e dei muscoli. Il biofeedback consente di poter vedere direttamente, su un monitor, come si eseguono gli esercizi.
La riabilitazione volumetrica avviene mediante l’introduzione di precise quantità d’acqua nell’intestino retto. Tutto per cercare di migliorare la sensibilità di quella parte che “funziona male”.
 
Quali risultati state registrando?
Ottimi. Lo dimostra l’affluenza dei pazienti al nostro centro e la soddisfazione di tanti che si erano arresi a sopportare deficit a volte umilianti. Speriamo di poter presto rendere pubblico un resoconto del lavoro svolto.
 
Il Professore Del Genio insieme ai dottori Brusciano e Sansone ha scritto un libro, “Riabilitazione del pavimento pelvico “edito da Idelson-Gnocchi, rivolto a chi soffre di queste patologie con un linguaggio semplice, assolutamente non tecnico, a volte anche ripetitivo, con l’obiettivo di rieducare e offrire così un manuale di “esercizi a casa”. Il paziente potrà “allenarsi” anche da solo, imparare a conoscere e sentire il proprio corpo: un momento essenziale utile a tutti in quanto permette di attuare una corretta prevenzione.
 
Per eventuali informazioni si può contattare il CUP oppure la clinica di Chirurgia Generale e di Gastroenterologia della Seconda Università degli Studi di Napoli.
2/7/2009
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