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A Pechino, un sorriso italiano nella marcia
di Mimmo Carratelli
Foto Gazzetta
Piove su Pechino. Diluvia. Giornate grigie per lo smog. Giornate malinconiche per l’acqua che viene giù. Ma dal grigiore spunta un sorriso italiano. E’ il sorriso di Elisa Rigaudo, 28 anni, di Cuneo, tesserata per le Fiamme Gialle e allenata da Sandro Damilano.

E’ la sorpresa nella 20 km di marcia. Medaglia di bronzo. E’ reduce da una bronchite. Si è allenata sulle vette dell’Ecuador. La pioggia è incessante e lei marcia, marcia. Ad Atene, quattro anni fa, si piazzò sesta. La russa Olga Kanishina comanda la gara. Ha il passo della vincitrice. Alle sue spalle, una bella lotta e, soprattutto, l’italiana che recupera posizioni. E’ un gran finale per l’azzurra. Cominciano i sorpassi. Elisa supera la russa Kalmykova, poi la bielorussa Turava e, ancora, la spagnola Vasco. Va per una medaglia Elisa Rigaudo. Davanti a lei la Kanishina e la norvegese Kjersti Tysse Platezer. Olga Kanishina, campionessa mondiale, vince dominando (1h26’31”). La norvegese è seconda (1h27’07”).

Terza l’azzurra (1h27’12”). “Mi sentivo bene” dice Elisa Rigaudo dopo la gara. “Damilano mi incitava. E’ stato prezioso nel finale quando mi incoraggiava a spingere, a inseguire perché davanti stavano mollando”. La marcia italiana non tradisce mai fra campioni e sorprese. E’ arrivata un’altra medaglia e, ora, tocca all’altoatesino Alex Schwazer nella 50 km.

AVANTI AZZURRI – Ottima misura per Antonietta Di Martino nelle qualificazioni del salto in alto (1,93) per andare avanti nella gara che si annuncia sotto il segno della croata Blanka Vlasic, 23 anni, dalle gambe lunghissime, alta 1,92 contro l’1,68 della ragazza di Cava dei Tirreni. La Vlasic ha un personale di 2,07, la Di Martino 2,03. L’italiana trentenne rende alla croata anche sette anni. Sarà la sfida fra una farfalla e un gigante. In lizza per il podio anche la tedesca Friedrich e la russa Chicherova. Antonietta ha sfoderato un look tutto per i Giochi: il tricolore e i cinque cerchi olimpici dipinti sulle unghie della mano destra. Avanti anche Giuseppe Gibilisco assolto dal Tas di Losanna dalla condanna per doping del Coni e fuori dalle pedane per otto mesi. Siracusano, 29 anni, alto 1,83, è in corsa nel salto con l’asta con un buon 5,50 negli allenamenti. E’ salito a 5,65 nelle qualificazioni.

TAEKWONDO – Arte marziale. Un balletto sul tatami per colpire di piede l’avversario. Colpi dritti, laterali, con giravolte. Le mani non servono. Solo scatti di gambe e colpi di piede. Gli atleti sono protetti da un casco e da una “corazza” sul petto. Le sfide fra donne sono più aggraziate. Veronica Calabrese, 21 anni, bresciana, 1,70, si batte nella categoria dei 57 kg. Elimina la colombiana Patino (2-0) e la senegalese Diedhion (3-0) approdando in semifinale. Un traguardo eccezionale. L’avversaria è la sudcoreana Sujeong Lim. Inchini, gentilezza, sorrisi. Poi la battaglia. Una elegante guerra di calci. Le atlete saltellano, si guardano, si sfidano di profilo per mettere a segno il colpo del piede, a piedi nudi. Si gareggia su tre riprese di due minuti ciascuna. Tra la Calabrese e la Lim è un inizio di studio. Veronica sfiora il viso della sudcoreana, ma non va a segno. Si sbilancia dopo un calcio all’indietro. La prima ripresa è per la Lim (1-0). La maggiore esperienza dell’atleta orientale è evidente. La Calabrese ci mette il cuore e il coraggio. Ma i suoi colpi non raggiungono la sudcoreana che, invece, va a segno. Nella seconda ripresa il vantaggio di Sujeong Lim sale: 4-0. Il match ha avuto la sua svolta. Sfuma il bronzo per l’italiana. Punteggio finale 5-1 per la Lim. Ai ripescaggi, la Calabrese cede all’americana Diana Lopez (1-0) e il bronzo sfuma. Ma è stato bello vederla combattere.

PUGILATO – Tre pugili azzurri lottano per il podio. Non succedeva dai Giochi 1984 di Los Angeles. Sono in lizza i campani Clemente Russo (1,80) tra i massimi e Vincenzo Picardi (1,65) tra i pesi mosca, il milanese Roberto Cammarelle (1,90) tra i supermassimi. Promettono medaglie con molte ambizioni d’oro. Avversari duri in semifinale. L’esperto e tecnico tailandese Somjit Jongjohor, 33 anni, per Picardi (25 anni). Il gigante americano Deontay Wilder (2,01 e 22 anni) per Russo (26 anni). Il britannico David Price (2,03 e 25 anni) per Cammarelle (28 anni).

PALLAVOLO – La nazionale maschile azzurra, medaglia d’argento quattro anni fa ad Atene, è per la quarta volta in semifinale alle Olimpiadi. Nonostante gli infortuni di Fei, Corsano e Mastrangelo, la squadra ha stretto i denti ed è andata avanti, contro ogni pronostico. Ha eliminato nei quarti i vicecampioni del mondo della Polonia al tie-break. Dovrà ora vedersela col Brasile che, ad Atene, battè l’Italia 3-1 in finale.
21/8/2008
  
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