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Un extraterrestre a Pechino
di Mimmo Carratelli
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E dopo l’infinito uomo-pesce Michael Phelps, abbiamo l’extraterrestre, l’uomo più veloce sulla terra, il disinvolto e divertente Usain Bolt della Giamaica, l’isola della velocità.
Partendo forte, facendo una grande curva, è volato anche sui 200 metri, dopo l’oro e il record del mondo sui 100 (9”69), e ha bissato oro e record mondiale.
Con una bava di vento contrario all’arrivo, Usain Bolt ha fatto segnare ai cronometri 19”30. Dopo dodici anni è caduto il primato dell’americano Michael Johnson (19”32).
Immensa Olimpiade per il giamaicano, nono uomo a vincere l’oro ai Giochi nei 100 e nei 200, una doppietta messa a segno l’ultima volta da Carl Lewis a Los Angeles 1984 (9”99 sui 100 e 19”80 sui 200).
Nello stadio olimpico di Pechino col fiato sospeso, Bolt è andato subito in testa, ha spinto vigorosamente con le braccia, ginocchia alzate. Non aveva una corsia agevole, ma il giamaicano non conosce ostacoli. Dopo la vittoria ha detto semplicemente: “Ci credevo, l’ho fatto”.
Non ci sono più aggettivi per il velocista caraibico. Un telecronista ha urlato: “Bolt corre già nel futuro”. Stavolta ha fatto le cose molto sul serio. Ha spinto fino in fondo. Nei 100 aveva finito in scioltezza, quasi in frenata, facendo arrabbiare il suo allenatore Glenn Mills. Per i 200 non si è presentato ai blocchi con i cuffioni alle orecchie per ascoltare musica.
In tribuna stampa, Michael Johnson, telecronista per la Bbc, ha assistito alla demolizione del suo record. Ma aveva già detto alla vigilia: “Dopo quello che ha fatto sui 100, Bolt batterà il mio primato nella gara doppia. Non c’è una ragione sola per la quale il mio tempo possa resistere a un campione come Bolt”.
Il giamaicano ha fatto presto il vuoto alle sue spalle. Churanday Martina delle Antille Olandesi, argento, è giunto 52 centesimi dopo, diciamo tre metri.
Gli americani hanno mangiato ancora polvere. Erano in tre alla partenza, Wallace Spearmon, Walter Dix e Shawn Crawford, senza chance. Spearmon, un ragazzone di 1,91, il più alto in gara dopo Bolt (1,96), ha pasticciato invadendo la corsia a fianco e, dopo avere tagliato il traguardo al terzo posto, si è presa una ovvia squalifica. Il bronzo è andato all’altro americano Crawford (19”96).
Gli altri non sono stati mai in gara. Sperduti Brian Dzingai dello Zimbabwe, il britannico Christian Malcolm, Kim Collins delle Saint Kitts, l’arcipelago di origine vulcanica delle Piccole Antille.
Spopola la dieta di Bolt, patate e banane. Ma è una patata particolare, un tubero originario della Nigeria. E si scatenano gli scienziati per capirne il segreto della velocità. Pare che sia un componente delle fibre muscolari, l’Actinen A, che consente una contrazione rapida e che Bolt avrebbe in quantità superiore agli altri.
Usain vive a Kingston con un precettore-manager, Norman Peart. Da bambino giocava al calcio in porta, tifoso del portiere jugoslavo Petar Radenkovic.
Il China Daily ha inventato un motto per Usain Bolt: “Prendimi se ci riesci”. Non lo prende nessuno il lungagnone giamaicano. Nei 100, Bolt aveva raggiunto la massima velocità fra i settanta e gli ottanta metri con una punta di 44,28 chilometri orari. Ha corso i 200 con nuove scarpette personalizzate sulle quali c’era la scritta: “Beijing 200 m”. Ma ha soprattutto il vento nelle caviglie.
Giamaica scatenata sulla pista dello spettacolare Nido d’Uccello di Pechino. Sono già quattro le medaglia d’oro della squadra caraibica. Dopo la clamorosa tripletta delle velociste sui 100 metri, con Shelly-Ann Fraser, versione femminile di Bolt, è stato il turno delle ostacoliste. Melaine Walker ha stravinto i 400 ostacoli (52”64) con un secondo di vantaggio sull’americana Sheena Tosta (53”70). Bronzo alla britannica Tasha Danvera (53”84). Ancora battuti gli Stati Uniti, un vero flop nell’atletica.
GLI ORI DELLA DODICESIMA GIORNATA.
Atletica. Martello donne: Aksama Miankova (Bielorussia).
Atletica. 200 metri uomini: Usain Bolt (Giamaica).
Atletica. 400 ostacoli donne: Melaine Walker (Giamaica).
Nuoto. Fondo 1° km donne: Larisa Ilchenko (Russia).
Vela. RS:X uomini: Tom Ashley (Nuova Zelanda).
Vela. RS:X donne: Yin Jian (Cina).
Nuoto sincro. Duo: Davidova-Ermakova (Russia).
Lotta. Libera 66 kg uomini: Ramazan Sahin (Turchia).
Lotta. Libera 74 kg. uomini: Buvaysa Saytev (Russia).
Taekwondo. 49 kg. donne: Jingyu Wu (Cina).
Taekwondo. 58 kg. uomini: Guillermo Perez (Messico).
IL MEDAGLIERE ITALIANO.
6 ori: Matteo Tagliariol (spada), Valentina Vezzali (fioretto), Giulia Quintavalle (judo), Federica Pellegrini (200 sl), Chiara Cainero (skeet), Andrea Minguzzi (grecoromana).
7 argenti: Davide Rebellin (ciclismo su strada), Giovanni Pellielo (tiro a volo), Arco a squadre maschile (Ilario Di Buò, Marco Galiazzo, Mauro Nespoli), Francesco D’Aniello (tiro), Alessia Filippi (800 sl), Quattro di coppia (Rossano Galtarossa, çuca Agamennoni, Simone Raineri, Simone Venier), Alessandra Sensini (vela RS:X).
7 bronzi: Tatiana Guderzo (ciclismo su strada), Margherita Granbassi (fioretto), Salvatore Sanzo (fioretto), Spada a squadre (Matteo Tagliariol, Diego Gonfalonieri, Alfredo Rota, Stefano Carozzo), Fioretto a squadre femminile (Valentina Vezzali, Margherita Granbassi, Ilaria Salvatori), Sciabola a squadre uomini (Luigi Tarantino, Aldo Montano, Giampiero Pastore), Diego Romero (vela, classe laser).