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L’Italia a Pechino: un bronzo e due delusioni
di Mimmo Carratelli
 Nella ginnastica, quando Zou Kai, un cosino cinese di un metro e 50, dopo avere volteggiato e volato, afferrando e mollando la sbarra, avvitandosi e catapultandosi, ha strappato ai giudici il punteggio di 16.20 s’è avuta la sensazione che la medaglia d’oro fosse già assegnata.

In scia al cinese si ponevano l’americano Jonathan Horton (16.17), famoso per essersi rotto il naso in un volteggio, e terzo era il tedesco Fabian Hambuechen (15.87), tre favolosi avvitamenti in uscita e primo ad esibirsi.

Lontani erano i due giapponesi Takyua Nakase (15.45) e Hiroyki Tomita (15.22), preciso, pulito, non impeccabile in uscita, l’olandese Epke Zonderland (15.00), il francese Yann Cucherat (14.82) con una caduta.

Ma doveva ancora gareggiare il nostro Igor Cassina, il gigante milanese di Seregno (1,80), campione olimpico ad Atene quattro anni fa e capace di arrampicarsi verso il punteggio del cinese.

Igor Cassina lavora in palestra, a Meda, otto ore al giorno. A tredici anni, affascinato dal ginnasta russo Dimitri Bilozertchev, che aveva ripreso a gareggiare dopo un incidente automobilistico, decise che la ginnastica sarebbe stata la sua vita. Eseguì ben presto un doppio salto mortale con le gambe piegate sopra la sbarra e pare che, allora, fossero solo in due al mondo a saperlo fare.

Andò oltre e inventò un movimento che prese il suo nome, Cassina, cioè un doppio salto con gambe tese sopra la sbarra e avvitamento a 360 gradi. Fu il “colpo” che gli fece vincere l’oro ad Atene.

Per queste Olimpiadi aveva deciso di andare oltre, inventando un secondo movimento, il Cassina 2, consistente in una rotazione di 450 gradi sull’asse trasversale e due avvitamenti. Rischioso, ma arma segreta per vincere a Pechino.

Il cinese Zou Kai come un incubo, ma gara tutta da giocare. Cassina volteggiava sulla sbarra, eseguiva i movimenti più difficili, quelli che si chiamano Kovac e cose del genere, non proprio i suoi più famosi e due volte afferrava la sbarra con una mano sola, prodigio originale, e salti e avvitamenti, però con un paio di incertezze e un’uscita non proprio elegante. I giudici lo inchiodavano a un 15.67, fuori podio. Il punteggio valeva il quarto posto. Oro a Sou Kai, argento a Jonathan Horton, bronzo a Fabian Hambuechen.

Dopo gli infortuni e le cadute di Vanessa Ferrari e l’impiccio degli anelli, che ha privato l’azzurro Andrea Coppolino di una medaglia di bronzo meritata, la ginnastica italiana aveva il muso lungo. Dopo l’esibizione di Cassina, il muso si è allungato ulteriormente. Le campane della chiesa di Meda, che avevano suonato a distesa dopo la vittoria di Atene, stavolta sono rimaste mute.

PALLAVOLO – Le pallavoliste azzurre cedono al tie-break nei quarti contro gli Usa (2-3). L’Italia ha avuto due volte il mach in pugno, avanti nel primo set e nel terzo, ma poi la nazionale azzurra è crollata sotto i colpi impietosi delle americane.

Il servizio della Berg con aces vincenti, i punti di Danielle Scott e della Glass, i colpi della Willoughby, impiegata a tratti ma sempre efficace, hanno domato l’Italia.

Era buono l’avvio della nazionale di Barbolini. Primo set chiuso sul 25-20 col colpo finale della Piccinini. Ma un secco 4-0 a inizio di secondo set per gli Usa metteva in difficoltà le italiane, costrette a un lungo inseguimento senza esito. Aguero, fuori ruolo, stentava ad entrare in partita. Le americane chiudevano 25-21 la seconda frazione.

L’Italia aveva una magnifica reazione nel terzo set andando subito in vantaggio. Cresceva il rendimento della Aguero e la Piccinini andava a punti. L’Italia allungava fino a nove lunghezze avanti. Ma gli Usa stavano bene in campo. Piccinini concludeva il set 25-19.

Partita in pugno? Macchè. Le americane venivano fuori con prepotenza. Le battute al servizio della Berg erano un tormento per le azzurre. E un break iniziale di 8-0 per gli Usa orientavano subito il quarto set a favore delle americane. L’Italia andava a segno con la Aguero, ma gli Usa erano sempre avanti e concludevano 25-19.

Sul 2-2, decideva il tie-break che si vince a 15 punti. Le americane erano assatanate. Efficacissime in difesa e micidiali in attacco. Le italiane lasciavano il cuore fuori dal campo. Era una marcia trionfale per le statunitensi subito in vantaggio 5-0. Un punto della Centoni non significava nulla. Gli Usa si portavano 7-1. Sbagliava la battuta la Glass ed era 2-8. Ma l’Italia non c’era proprio più in campo dominata dalle americane. Un colpo della Centoni, una battuta vincente di Manuela Secolo (4-9) facevano sperare in un recupero.

Gli Usa, invece, andavano difilato verso il successo, un punto dietro l’altro della Tom, della Brown, un ace della Anef. Le americano concludevano il tie-break con un impietoso 15-6.

Italia rosa fuori dai quarti dove era giunta con quattro vittorie contro Russia (3-1), Kazakistan (3-0), Algeria (3-0) e Serbia (3-0), battuta solo dal Brasile (0-3), forse il segnale di un percorso al contrario.

Le semifinali: Usa-Cuba e Brasile-Cina.

I risultati dei quarti.

Usa-Italia 3-2 (20-25, 25-21, 19-25, 25-19, 15-6 al tie-break).

Cina-Russia 3-0 (25-22, 27-25, 25-19).

Brasile-Giappone 3-0 (25-12, 25-20, 25-16).

Cuba-Serbia 3-0 (26-24, 25-19, 26-24).

VELA - Il mare è Giallo, il bronzo è azzurro. A Quingdao, porto cinese sul Mar Giallo, a sud est di Pechino, un’insenatura del Pacifico, niente è certo. Correnti e salti di vento a far disperare i velisti olimpici. Il nostro popolo di navigatori, oltre che di poeti e di santi, piazza in acqua, nella classe laser, l’italianizzato Diego Romero, 34 anni, nato a Cordoba in Argentina (nonno italiano), tesserato per il club nautico livornese dello Sturla. Quattro anni fa, ad Atene, Romero gareggiò per l’Argentina piazzandosi dodicesimo. Con i colori azzurri si è tirato su.

La gara dei laser si è conclusa penosamente con un vento debole, due nodi. Il fuoriclasse britannico Paul Goodison vince l’oro, per lo sloveno Vasilij Zbogar l’argento, a Romero il bronzo.

SETTEROSA – La squadra italiana di pallanuoto femminile, campionessa olimpica ad Atene, conclude malinconicamente il torneo di Pechino. Fuori dalla zona-medaglie, perde anche il match per il quinto posto, battuta dalla Cina 10-7. Ciao, ragazze.   

20/8/2008
  
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