Altri Sport
Michael Phelps re di Pechino
di Mimmo Carratelli
 |
Text Size |
 |
E, finalmente, l’antipatico del Maryland, il ragazzone scorbutico di Baltimora, il pescecane delle piscine, insomma Michael Phelps ha ceduto. Si è messa una mano sul petto e ha pianto. E’ sceso dal podio e ha quasi sussurrato: “Sono senza parole. Ho solo voglia di vedere la mamma”.
Nel Cubo d’Acqua di Pechino, la mamma, Debbie, dirigente scolastico, era là ad aspettarlo con Withney e Hillary, le sorelle di Michael. Era successo il massimo.
Michael Phelps, nell’ultima grande giornata del nuoto, ha colto l’ottava medaglia d’oro ai Giochi trascinando alla vittoria la staffetta americana della 4x100 misti. Battuto il record di Mark Spitz che alle Olimpiadi di Monaco 1972 arrivò a sette ori e poi dovette fuggire dopo l’attentato dei feddayn (Mark è di origini ebree).
A Monaco, Mark aveva 22 anni quando divenne il re del nuoto e il baffo più famoso del mondo. Michael Phelps ha 23 anni e vince il confronto in tutto. Rispetto a Spitz, è più alto di sette centimetri (1,92 contro 1,85) e ha un’apertura di braccia superiore di 14 centimetri (2,01 contro 1,87). Phelps calza il 49. I suoi piedi sono pinne.
A Pechino, Phelps ha centrato l’oro nei 200, 400 e 4x100 misti, 100 e 200 farfalla, 200 sl, 4x100 sl e 4x200 sl. A Monaco, Spitz fece una gara diversa da Phelps: i 100 stile libero. Phelps ha nuotato invece i 200 e i 400 misti che Spitz non nuotò. Identici come carattere. Anche Spitz venne considerato scostante, altezzoso, antipatico e falso timido.
L’ultima impresa di Michael è stata formidabile. E’ stato lui il protagonista della vittoria nella 4x100 misti. Se Aaron Peirsol, nella prima frazione a dorso, portava la squadra americana al comando, Brenda Hansen veniva superato nella rana dal giapponese Katajima e dall’australiano Rickard, e allora toccava a Phelps, nella frazione a farfalla, rimontare dalla terza posizione portandosi in testa. Poi, Jason Lezak, nei 100 sl, difendeva la staffetta Usa dall’attacco dell’australiano Sullivan. Stati Uniti medaglia d’oro e record del mondo (3’29”34) davanti ad Australia (3’30”04) e Giappone (3’31”18).
Otto ori a Pechino e 14 medaglie complessive alle Olimpiadi fanno di Michael Phelps un primatista assoluto dei Giochi. In Cina, ha avuto due colpi di fortuna. Nella 4x100 sl si faceva mettere sotto da Sullivan, ma poi Lezak, nell’ultima frazione, trascinava alla vittoria la squadra americana assicurando a Phelps il terzo oro. L’altro giorno, Michael ha vinto di solo mezzo centimetro la sfida col gigante serbo Milorad Cavic (1,98 e 24 anni) nei 100 farfalla. Sono state le due gare più dure per il campionissimo di Baltimora.
A conclusione dell’impresa, l’americano ha regalato una frase storica: “Niente è impossibile se si affronta con la fantasia”. Ora il robot più noioso della storia del nuoto passerà dalla cassa dell’azienda di abbigliamento per ritirare il premio di un milione di dollari, quanto vale il record di Pechino.
Michael Phelps è stato il più giovane nuotatore americano ai Giochi. Aveva 15 anni quando esordì alle Olimpiadi di Sydney 2000. Portava l’apparecchio per i denti. Fece un quinto posto. Si regalò una Cadillac Escalade che non poté guidare perché era minorenne. Si rifece quattro anni dopo ad Atene: sei medaglie d’oro (100 e 200 farfalla, 200 e 400 misti, 4x200 sl, 4x100 misti), due bronzi (200 sl, staffetta 4x100 sl).
La sua filosofia è partire rapido e arrivare forte. Quando cominciò a nuotare, condotto in piscina dalle sorelle a sei anni, aveva paura di mettere la testa sott’acqua. Perciò cominciò a nuotare sul dorso. Il suo allenatore al North Baltimore Acquatic Club Bob Bowman gli insegnò il segreto della respirazione impostandolo nelle gare a farfalla.
Odia farsi la barba, ma gli piace molto mettere il gel nei capelli. Il suo piatto preferito è l’aragosta coperta di maionese. Non perde molto tempo fuori dalla piscina dove nuota sino a ottantamila metri a settimana. Racconta la sua vita: “E’ dura. Vado in piscina alle sei del mattino cercando di recuperare un po’ di sonno nel pomeriggio”.
Non finirà di stupire. A Pechino, tra batterie, semifinali e finali, ha partecipato a 17 gare centrando sette record del mondo, nuotando e vincendo per oltre mezz’ora. Si calcola che nel Cubo d’Acqua cinese abbia nuotato 3.300 metri in 30’57”90.
La piscina dei record di Pechino ha presentato nuove particolarità. E’ profonda tre metri, una più di quella di Atene quattro anni fa, e ha due corsie laterali vuote per disperdere la turbolenza dell’acqua. Quanto sia stato un vantaggio per le vittorie e i primati di Phelps, oltre ai nuovi costumi supertecnologici, è tutto da studiare.
LA NONNA - La nonna delle piscine non ce l’ha fatta a vincere un oro a Pechino. Dara Torres, l’affascinante californiana di 41 anni, la prima nuotatrice a proporsi nuda su “Sports Illustrated”, alla sua quinta Olimpiade ha colto due argenti, bruciata per un centesimo dalla tedesca Britta Steffen nei 50 sl e seconda con la staffetta americana 4x100 misti dietro l’Australia. “Macché nonna – dice. – Sono una ragazzina anch’io, mi sento tesa come una sedicenne e per questi Giochi di Pechino mi sono fatta anche bella”. Dara Torres vinse i primi Trias nel 1994. L’anno scorso, a novembre, fu bloccata da una operazione in artroscopia alla spalla sinistra. Si allena con gli uomini e spesso vince. “Sono vecchia, ma sono limpida” ha detto dopo avere superato sette test antidoping negli ultimi sei mesi. E’ rimasta inattiva per sette anni. Due anni fa ha avuto una bambina, Tessa, quando non sperava più di diventare mamma. Alle Olimpiadi ha vinto 11 medaglie, 4 d’oro. Ha vinto il primo oro al Los Angeles 1984 e l’ultimo a Sydeny 2000.