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La rivincita di Federica Pellegrini
di Mimmo Carratelli
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In partenza è la cinese Jiaying Pang che va a razzo e vira per prima ai 50 metri. Poi la gara dei 200 sl è tutta di Federica Pellegrini, la ventenne sorridente di Mirano, un tesoro biondo di ragazza.
Stavolta non sbaglia come nei 400, gara forse gestita troppo sul piano tattico come impongono le lunghe distanze del nuoto. Il quinto posto nei 400 fu una grande delusione per Federica, primatista mondiale della distanza nell’indimenticabile giornata degli Europei a Eindhoven in marzo.
Stavolta Federica va proprio “come un treno”. Alla virata dei 100 metri è già in testa. Ma ha addosso una rivale che non molla, la slovena Sara Isakovic.
L’arrivo è allo spasimo. Federica tocca il bordo con soli 15 centesimi di anticipo su Sara. Federica Pellegrini è campionessa olimpica battendo il record mondiale dei 200 sl (1’54”82).
“Aspettavo questa vittoria da quattro anni, dopo l’argento di Atene” dice a fine gara. Ad Atene, aveva sedici anni. Aggiunge: “Dedico questo oro a me stessa, per come ho saputo reagire dopo lo sconforto dei 400”.
Sul podio, il suo bel sorriso è smagliante. Sussurra l’inno nazionale, poi prende a battere le mani. Le mani, in piscina, subito dopo la conquista della medaglia d’oro, le aveva battute, rabbiose e gioiose, sull’acqua. Sberle di gioia e di liberazione, di rivincita.
La nuotatrice azzurra è la prima nella storia a scendere sotto 1’55”. In batteria aveva segnato il nuovo primato mondiale in 1’55”45 limato poi di 63 centesimi in finale.
E’ un agosto magico per lei. A Pechino il 5 del mese ha festeggiato i vent’anni con una torta speciale del cuoco di Casa Italia e le rose rosse di Luca Marin, il fidanzato che per lei ha mollato la francese Laure Manaudou.
La francese è affondata in questi Giochi e medita il ritiro. Federica ha saputo reagire dopo la delusione dei 400. Grinta, determinazione, forza, cuore e orgoglio l’hanno spinta alla medaglia d’oro.
Nel suggestivo Cubo d’Acqua di Pechino, la ragazza veneta che ama i tacchi alti e i leoni di peluche è tornata regina. Manaudou, forse sinceramente, ha detto: “Lascio a Federica questo ruolo. Va fortissimo. E’ una campionessa senza discussioni”.
Federica si definisce lunatica, egocentrica, possessiva e gelosa delle sue cose, anche vendicativa. A 14 anni vinse il primo titolo italiano dei 200 sl. Ad Atene l’argento. Piangeva e rideva. Ai Mondiali 2005 di Montreal ancora argento. Pianse perché voleva l’oro. La felicità fu a Melbourne: record mondiale dei 200 sl in semifinale. Talento precoce.
E’ una fanatica del piercing. Per una scommessa vinta col padre si fece tatuare un drago sulla caviglia destra. Andò con la mamma da un tatuatore di Jesolo. Poi l’araba fenice sul collo a ricordo del successo di Melbourne. Ma ha anche un bel tatuaggio sul fondoschiena.
Prime foto sexy al mare. Poi, una foto suggestiva dietro l’altra per la Venere acquatica (1,78 per 60 chili). Unghie laccate di nero, ecco i suoi artigli.
STAFFETTA – Dietro i mostri americani, russi e australiani, gli staffettisti azzurri del 4x200 sl non potevano che arrivare quarti. In vasca Marco Bellotti, Emiliano Brembilla, Max Rosolino e Filippo Magnini. Erano ultimi alla virate Bellotti e Brembilla. La rimonta avveniva con Rosolino e l’ultima frazione di Magnini era un sogno. L’Italia ha sfiorato il bronzo per 37 centesimi, dietro gli australiani.
Una mezza delusione e delusione piena per il pescarese Magnini che falliva la qualificazione per la finale dei 100 sl, distanza sulla quale è campione del mondo. Ha confessato: “Non c’ero proprio, non ero brillante”. In semifinale, è stato il primo degli eliminati col nono tempo.
SCHERMA – Arriva un’altra medaglia dal fioretto. E’ il bronzo che il pisano Salvatore Sanzo centra battendo il mancino cinese Jun Zhu (15-14) all’ultima stoccata.
“Del bronzo non me ne frega niente” aveva detto Sanzo fallendo la strada per l’oro, battuto in semifinale dal giapponese Ota (prima manche 5-5 rimontando con quattro stoccate, seconda manche in vantaggio 11-10, terza manche combattutisima e perduta d’un soffio 14-15). Ma poi in pedana per la medaglia di bronzo Sanzo è stato un leone.
Facile la prima manche (5-1). Incerta la seconda passando da 6-2 a 6-6 col cinese pronto a protestare sui colpi discussi. Sanzo ha inseguito dietro di due stoccate (10-12) andando a segno nel finale (15-14).