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Sanità
“Adhd”, poco attenti e iperattivi
di Giuseppina Cataldo
In Campania sono circa 17 mila, tra i 4 e i 16 anni, che soffrono di Adhd, un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
Grazie ad un registro redatto a livello nazionale e ai centri specializzati oggi è più facile diagnosticare la malattia e curarla. È quanto è emerso durante l'incontro ''Adhd: conoscere per capire'' organizzato a Napoli dall'associazione Aifa Onlus.

In Campania sono quattro i centri di riferimento per coloro che soffrono di Adhd: a Napoli la Neuropsichiatria Infantile della II Università e la Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Santobono, a Caserta è operativo un centro presso la Asl Ce2, e ad Avellino una unità operativa presso la Asl Av2.

La Campania - spiega Antonio Pascotto, docente di Neurospichiatria Infantile della II Università di Napoli - è molto sensibile al problema.
Grazie al registro, inoltre, questi bambini possono essere tutelati fin dalla diagnosi e per tutto il percorso di cura. Questo disturbo si caratterizza con una mancanza di attenzione e un impulso motorio molto forte. Le conseguenze per il bambino sono spesso gravi: non riescono ad inserirsi nel contesto scolastico e non si impegnano nello studio.

La malattia insorge spesso prima dei 6 anni di età e si stima che a livello nazionale sia il 5% della popolazione infantile a soffrirne. La Adhd è curabile.

Si affronta infatti con un approccio psicoterapico ed eventualmente con alcuni farmaci. Ma è fondamentale la terapia psicologica con il supporto di insegnanti e genitori. ''In questi mesi sono stati fatti enormi passi avanti - spiega Patrizia Stacconi dell'Aifa Onlus - è stato finalmente stabilito il diritto alle cure per questi bambini, ma c'è ancora molto da fare per migliorare la loro qualità della vita".
7/8/2007
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