Qualcosa d’intelligente.
Grazie prof. Tino Santangelo
di Fabrizio Cattaneo
 |
Text Size |
 |
La giunta del Comune di Napoli abitualmente decide, se decide, a prescindere dalle necessità e desideri dei Napoletani.
Napoli ha bisogno di parcheggi, e sindaca ed assessori deliberano “marciapiedi mostro” anche nelle zone dove una piccola zona destinata a parcheggio è vitale.
Esempio lampante è al Corso Vittorio Emanuele, altezza Viale Maria Cristina di Savoia, dove l’area destinata a sosta consentiva ai genitori di accompagnare i bambini alla scuola. Oggi le auto per assoluta mancanza di controllo parcheggiano al centro della strada, ostruendo completamente tutta la zona che rimane bloccata dalle 8 alle 9 la mattina. Il traffico comincia da Via Aniello Falcone ed a passo d’uomo, scansando buche e fossi, si arriva al Corso dove si assiste al più assoluto caos urbano.
Inutilmente costosa e sospetta di sporchi affari è l’idea dello stadio a Miano.
Ovviamente lì nessuno lo vuole, la maggioranza dei napoletani, quelli seri, quelli che lavorano e non scendono in piazza, sanno che lì non si farà mai ma, in sfregio alle più elementari norme del buon senso, Iervolino & C. mentono sapendo di mentire ed insistono con il nuovo stadio proprio lì.
Il palazzetto dello sport è rimasto uno scheletro in corso di abbattimento, a dimostrazione della totale inefficienza della giunta comunale.
Ed infine le piazze, buie e tristi, a partire da piazza del Plebiscito, triste campo di allenamento per scippatori e squadrette di calcio, e poi piazza San Pasquale cimiteriale ed oscura, senza alcuna personalità e poi piazza Italia dove il trionfalismo iniziale è finito in un rudere urbano, adatto per gli spacciatori.
Orbene in questo desolante panorama di insuccessi e decisioni prese contro i Napoletani, finalmente un raggio di luce, il vice sindaco, uomo intelligente e di cultura, dimostra anche un po’ di buonsenso ed afferma: “da cittadino considero che la colmata a mare a Bagnoli non andrebbe tolta”.
Questa affermazione di sorprendente buonsenso, finisce per confermare quello che la maggioranza dei napoletani già sa, che alle spalle della “colmata si colmata no”, girano milioni di euro la cui destinazione fa gola a tanti. I verdi ed i rossi urlano e strepitano per l’inquinamento e la linea di costa, ma entrambi gli argomenti sono fasulli.
“Rimuovere la colmata significa spendere fra i 115 e i 250 milioni di Euro.
Con la capienza attuale dei camion, significa che occorrono 140 mila viaggi, che divisi per la durata dei lavori prevista in 18 mesi fanno 252 al giorno, cioè 25 ogni ora. Un camion ogni 2 minuti che parte da Bagnoli ed attraversa l‘Italia con materiale inquinato e lo va a versare a Piombino o nel porto di Napoli o forse in Danimarca.”
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=28334Il terreno della colmata è un terreno compatto e compattato, se lo lasciano in pace non rilascia alcun inquinamento e, a detta degli esperti, basta una palificazione che la isoli dal mare ed una soletta di cemento per star tranquilli migliaia d’anni.
Certamente è molto più inquinante portare in giro per l’Italia tonnellate di materiale inquinato e polveroso. Sicuramente più inquinante è stata la scelta della passeggiata a mare, tonnellate di cemento e ferro arrugginito in mezzo al mare.
La linea di costa è invece un’invenzione assolutamente falsa.
Nessuno storico o geologo serio può dimostrare quale sia effettivamente la linea di costa. La colmata sta lì da oltre 50 anni pertanto la linea di costa da oltre due generazioni è quella e solo quella.
Insomma con questo principio della linea di costa si potrebbe sostenere di dover eliminare via Caracciolo o piazza della Repubblica.
Il vero interesse dei politici è cosa fare di quel terreno e chi lo trasporterà.
E’ lì che si nasconde il malaffare. Ed è lì che circolerà il danaro che fa tanto gola a politici di ogni colore.
Le discariche di Pianura e Villaricca sono tramontate a favore di quelle di Formia, e poi passata questa idea ecco la soluzione togliere la colmata per riempire un altro pezzo di mare nel porto di Napoli oppure a Piombino dove servirà per colmare qualche altra cosa.
Insomma le idee non sono chiare, ma i milioni di euro da spendere si.
E poi, chi ci assicura che le imprese destinate ad incassare decine di milioni di euro non saranno in odore di camorra? Ecco, forse è quella la soluzione per evitare che la colmata rappresenti l’ultimo schiaffo ai cittadini onesti di Napoli, l’impegno serio della Procura a vigilare su appalti e subappalti della rimozione e trasporto della “colmata”, così da non rendere più appetibile per la camorra, e non solo per quella, la rimozione.
Affermato questo elementare principio di trasparenza, la rimozione della colmata tramonterà, a favore di qualche altro più lucroso affare ed i Napoletani avranno molto più spazio per godersi una zona antistante il mare dove potranno essere costruiti parchi, attrezzature sportive, parcheggi, stabilimenti balneari, e molte altre cose ben più utili in maniera molto più economica.
Come dice il prof Santangelo, “una terrazza a mare” per i Napoletani.
Grazie Vicesindaco per la sua onesta e semplice affermazione, ci auguriamo che prevalga il suo buonsenso sull’affaristico mondo dei subappalti.