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Sanità
I medici dirigenti sono usciti dal coma…
In una lettera aperta ai cittadini della Campania l’Associazione dei Medici Dirigenti iscritti al  qualificato e potente sindacato  ANAAO – ASSOMED manifestano la loro preoccupazione non solo come operatori ma soprattutto come utenti per ciò che rappresenta oggi l’assistenza sanitaria.

Per prima cosa si chiedono: “Come mai l’Italia che è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il secondo Paese al mondo per qualità dell'assistenza vede la Campania fanalino di coda?

I dirigenti-medici ne analizzano le deficienze, specificando che sono solo alcune delle tantissime che hanno affossato la sanità in Campania.

Debito pubblico – Abbiamo contratto con l’invenzione della Soresa (società tanto discussa e lottizzata) un debito per 30 anni che condizionerà almeno due generazioni senza avere la certezza di allineare la spesa sanitaria regionale alla media nazionale.

Tickets – L’ultimo colpo di teatro (30 dicembre notte per il 2 gennaio) si regolamenta un provvedimento, forse in parte giusto, ma sbagliato nel modo e nei tempi senza alcun coinvolgimento delle forze sociali.

Barelle – Periodicamente viene fuori questo problema che è una questione anche strutturale e che rischia di criminalizzare ora il direttore generale ora il medico di turno. Il nodo da sciogliere è: eliminare i ricoveri impropri, realizzare in concreto gli ospedali sicuri 24 ore su 24, attivare realmente la deospedalizzazione. Altrimenti scherziamo con il fuoco!

Viaggi della speranza – Nonostante le reiterate buone intenzioni, continuiamo a chiedere prestazioni fuori regione per carenza di comfort, attese troppo lunghe (a volte speciose), disorganizzazioni strutturali anche con ottime individualità, pessima comunicazione sulle buone realtà sanitarie.

“Questo elenco, ribadiscono i dirigenti medici, potrebbe essere molto più  lungo ma già questi argomenti ci fanno dire che non è malasanità ma pessima organizzazione regionale”.

E ricordano che sono problemi che si trascinano da anni, che hanno visto solo risoluzioni cartacee e non concrete.

Poi una esortazione: “E’ tempo di decidere. Alla luce delle nostre considerazioni, inascoltati da una istituzione regionale sorda e cieca,  come cittadini e come operatori la sanità diciamo basta ad operazioni di facciata”.
8/3/2007
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