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Silenzio stampa a senso unico, confusione azzurra
di Mimmo Carratelli (da: Roma del 21.11.2019)
Il Napoli rimasto sordo allinvito a una pacificazione totale dopo lammutinamento della squadra. I segnali negativi sono tanti.

C il rischio che lira di Aurelio De Laurentiis porti a una crisi definitiva con spaccature insanabili, che saranno punite duramente, e lattesa dei risultati sui campi di Milan e Liverpool per procedere alle azioni di rivalsa.

a rischio la stagione in corso, ma il danno pu essere ancora pi grave per il futuro.

Da Los Angeles il presidente tace. chiaro che resta fermo sulle sue posizioni di rude chiusura. La sosta, con menti pi serene, non ha agevolato il disgelo in casa azzurra.

Il presidente sul piede di guerra e Ancelotti solo con la squadra. A tre giorni dalla partita col Milan, la serenit non tornata e c parecchia confusione.

Il silenzio-stampa continua, ma a senso unico. Parlano Ancelotti (agli arbitri), parla duramente il vicepresidente Edoardo De Laurentiis. Il silenzio-stampa vale solo per il giocatore Elmas che, dal ritiro con la nazionale macedone, ha rilasciato ai giornali del suo paese frasi entusiastiche sul Napoli e la societ si riservata di prendere provvedimenti.

Ridicolo. Provvedimenti per avere detto siamo fra le migliori squadre italiane? C un vento di follia nel Napoli.

Censurabili, semmai, sono le dichiarazioni di Edoardo De Laurentiis in occasione della presentazione di un evento calcistico. Dichiarazioni che hanno fatto il punto proprio sullammutinamento dei giocatori, quindi un silenzio-stampa violato due volte, in linea generale e in linea particolare tornando sulla rivolta del 5 novembre.

Il vicepresidente ha ricalcato il tono padronale del padre (i giocatori sono nostri dipendenti) e questo conferma che non ci sar pace nel Napoli. Edoardo ha anche detto che i giocatori oggi in forza al Napoli non hanno le palle dei vecchio calciatori.

Erano presenti Montervino e Calai, gran protagonisti del primo Napoli di De Laurentiis. Un giudizio pesante pi che inelegante. Un giudizio spavaldo e duro che fa seguito allalterco di spogliatoio fra il vicepresidente e alcuni azzurri.

Si ha limpressione che Aurelio mandi avanti il figlio per anticipare la piazza pulita del futuro prossimo e che Edoardo, senza averne la personalit, stia interpretando un ruolo forte per accreditarsi nel Napoli come dirigente autorevole (!). Una posizione sbagliata.

Proprio da vicepresidente Edoardo, parlando ufficialmente, avrebbe dovuto avere la prudenza e il tatto necessari alla sua carica. Proprio come presenza della societ nello spogliatoio azzurro avrebbe dovuto avere un atteggiamento distensivo nel tentativo di risolvere la pesante crisi in atto. Ma, evidentemente, la consegna parlare duro.

stato carino, Edoardo, quando ha imitato la voce del padre citando un aneddoto dei primi anni del Napoli di De Laurentiis, unica concessione ironica nel mezzo di frasi toste, ancora pi pesanti perch dette da vicepresidente.

Edoardo ha invocato tre volte rispetto dai giocatori che fanno un lavoro riccamente retribuito (lo stipendio mensile va rispettato). I giocatori potrebbero chiedersi da quale pulpito viene la predica, quale lavoro fa il pulpito e se proprio loro, i giocatori, lavorando in allenamento e in partita, non contribuiscano al ricco dividendo che il pulpito percepisce dai bilanci in attivo del Napoli.

Perch Edoardo ha voluto spingersi tanto, violando per giunta il silenzio stampa? Se il padre tace, perch il figlio parla? Ci deve essere una strategia in questo, quelle di Edoardo non possono essere voci dal sen fuggite.

Messe cos le cose, ed Edoardo parla col consenso del padre, non potrebbe essere altrimenti, il Napoli sullorlo del disfacimento sotto una dirigenza assolutista che ora fa dei giocatori non solo i nostri dipendenti, ma anche gli avversari da colpire.

Non erano proprio possibili un accomodamento, un dialogo, uno stringiamoci a coorte senza essere pronti alla morte? Non era possibile un patto di pace per andare avanti?

Con queste ombre pesanti il Napoli andr in campo. Se dovesse andar male, la rivolta potrebbe apparire totale, dallo spogliatoio al campo. Ma gli azzurri giocheranno da professionisti onorando stipendio e maglia.

Per sono soli e solo Ancelotti al quale De Laurentiis ha addossato tutta la responsabilit di questi giorni. Un leader calmo in mezzo a una tempesta.
21/11/2019
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