Calcio
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Napoli: due pali, sconfitta nel recupero
di Mimmo Carratelli
Maledetta domenica. Doveva succedere dopo 15 risultati utili, ma la sconfitta di Udine (1-3) grida vendetta. Una traversa (Quagliarella) e un palo (Pazienza) sull’uno a uno sbarrano al Napoli un sorpasso eroico. Damato, sesto arbitraggio nefando e nefasto, entra a gamba tesa sul match alla fine del primo tempo. Nega un rigore e lascia il Napoli in dieci per tutta la ripresa: fallo evidente di Isla su Maggio, ma l’arbitro espelle l’azzurro per simulazione (seconda ammonizione)! Svista da impiccagione. L’uno a uno tiene fino al 90’. Di Natale straripa nei supplementari e sigla il 3-1 mentre Grava si ferma per soccorrere Floro Flores (crampi).

Il Napoli lascia il campo a testa alta. Non è crollato, non è in caduta libera, ha avuto solo una maledetta sfortuna. Ha subìto l’Udinese (che lotta per salvarsi) nei primi 25 minuti, poi è tornato in quota agguantando il pareggio e tenendo i friulani sulla corda. In inferiorità numerica, si è difeso con i denti ed ha contrattaccato. L’Udinese, in superiorità, non era più brillante, alla terza partita in sette giorni. Con un uomo in meno, il Napoli ha voluto di più. Era quasi fatta (il palo di Pazienza all’88’). Fatali i cinque minuti supplementari. Difesa scoperta e show di Di Natale, autore di una tripletta napoletana traditrice.

L’Udinese è assetata di punti. Non vince da otto partite. Si catapulta in attacco. Il Napoli subisce, ma in contropiede piazza qualche conclusione (3’ e 9’ Hamsik). L’Udinese punta molto a sinistra con l’inventiva di Asamoah, le discese di Pasquale, la verve di Di Natale. Il Napoli soffre molto su quel lato. Soffre molto Maggio, protagonista della partita in tre occasioni: un fallo da rigore, il gol, l’espulsione. La palla è oltre la linea del fallo laterale quando l’Udinese avvia l’azione (irregolare) del vantaggio. Sul cross, Maggio cintura in area Asamoah. Rigore solare. De Sanctis fa il miracolo sulla battuta dal dischetto di Di Natale, terzo rigore parato, ma può farci nulla sulla ribattuta dell’attaccante in rete (7’).

Asamoah ha grande libertà e agisce da regista avanzato. Di Natale è in palla. Il Napoli stenta a prendere le misure al match. Lo tiene a galla De Sanctis, altra strepitosa partita, bloccando Di Natale tutto solo nell’area azzurra su cross di Floro Flores (13’). La partita la fa l’Udinese che spende tutto in avvio. Il Napoli resiste e pareggia. Hamsik smarca Denis (che parte sul filo del fuorigioco, Damato scontenta anche gli udinesi), il Tanque scarica su Handanovic, sulla respinta del portiere irrompe Maggio e gli infila il pallone tra le gambe (21’). Lo slancio dell’Udinese si esaurisce e il Napoli conquista campo e partita. Però è ancora De Sanctis alla ribalta. Prima vola a deviare in angolo una “botta” di Inler (23’), poi inchioda a terra una conclusione ravvicinata di Pepe (28’). Con un portiere così si può volare. E il Napoli intanto sale in cattedra. Riemerge la bella squadra di Mazzarri. Quagliarella, da trequartista aggiunto, fa un lavoro immenso di ricucitura, ripiegamenti, ripartenze. Gargano (che, col Napoli in dieci, giocherà per due) innesta il turbo. Pazienza è bene attestato davanti ai difensori (un occhio particolare ad Asamoah, protagonista friulano), ma imposta anche l’azione. Annoto sul taccuino: il Napoli può vincere. Grava è il solito combattente. Cannavaro fa muro contro l’avversario di punta (Floro Flores fuori partita). Campagnaro sale di tono. La difesa è solida, il centrocampo fa gioco, mancano solo le finalizzazioni decisive. Denis sballa fuori (40’) ed ecco il doppio episodio-clou. Traversa di Quagliarella sul colpo di testa dell’attaccante (43’), quindi il rigore negato a Maggio e l’espulsione dell’azzurro (44’).

Il Napoli della ripresa, senza Maggio, è una bella squadra di combattenti. A tratti difesa a quattro, si abbassa Dossena. Hamsik a destra nel centrocampo a tre con Pazienza e Gargano più il grande contributo di Quagliarella. Il sacrificio dello stabiese riduce il potenziale offensivo. Denis si batte, ma è ben contenuto. Il Napoli fa più gioco. In dieci, il pareggio non gli basta. E’ la mentalità inculcata da Mazzarri. La squadra azzurra sente che l’Udinese ha perso smalto, può essere colpita. Appena a lato il tiro di Quagliarella con Handanovic in ritardo sulla traiettoria (56’). Di Natale scompare di scena.

De Biasi immette forze fresche (65’ Sammarco per D’Agostino), ma la squadra è in riserva, soggiogata dal Napoli battagliero. Cala anche Asamoah. Mazzarri tenta di forzare la sorte. Sposta Quagliarella prima punta sostituendo Denis con Bogliacino che rafforza il centrocampo (67’). L’Udinese azzarda qualche tiro da lontano. Non ha più gambe che girano. De Biasi vuole sfruttare la superiorità numerica e infoltisce l’attacco (74’ il gigantesco Geijo per Pepe che ha fatto poco, 82’ Lodi per il centrocampista Asamoah). I friulani guadagnano campo, il Napoli torna a soffrire, ma regge senza sbandamenti. Entra Cigarini per Hamsik (81’). Centrocampo più folto e il Napoli non rinuncia ad attaccare. A conclusione di una azione insistita, che fa girare la testa ai difensori friulani, Pazienza dal limite stampa il pallone sul palo alla sinistra di Handanovic irrimediabilmente battuto (88’). Qui la sorte è proprio contro gli azzurri.

Nei cinque minuti di recupero, col Napoli in avanti che fiuta la vittoria sensazionale, l’Udinese colpisce due volte in contropiede con Di Natale (91’ e 93’) libero di concludere e sempre più capocannoniere del torneo. Un errore non difendere il pari e forzare la sorte? I due legni colpiti dicono di no. Sconfitta bugiarda non solo nelle dimensioni. Salvo il quarto posto per la resa degli altri concorrenti ad eccezione del Palermo (a un punto) e della Sampdoria in ascesa (a due punti). Con la rabbia in corpo, e senza Maggio, domenica sera contro l’Inter. Il Napoli cade, ma è vivo. La favola di quest’anno continua nonostante le stelle non siano più propizie da qualche tempo e gli arbitri sbagliano (troppo).

 

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Grava; Maggio (44’ espulso), Pazienza, Gargano, Dossena; Hamsik (81’ Cigarini), Quagliarella; Denis (67’ Bogliacino).

UDINESE (4-3-3-): Handanovic; Isla, Coda, Lukovic, Pasquale; Inler, D’Agostino (65’ Sammarco), Asamoah (82’ Lodi); Pepe (74’ Geijo), Di Natale, Floro Flores.

ARBITRO: Damato (Barletta).

RETI: 7’ Di Natale, 21’ Maggio, 91’ e 93’ Di Natale.

 

SERIE A – 23^ GIORNATA.

Palermo-Parma 2-1, Livorno-Juventus 1-1, Atalanta-Bari 1-0, Bologna-Milan 0-0, Genoa-Chievo 1-0, Inter-Cagliari 3-0, Lazio-Catania 0-1, Siena-Sampdoria 1-2, Udinese-Napoli 3-1, Fiorentina-Roma (20,45).

 

CLASSIFICA: Inter 52; Milan 42; Roma 41; Napoli 38; Palermo 37; Sampdoria 36; Juventus e Genoa 35; Cagliari e Bari 32; Fiorentina 31; Parma e Chievo 29; Bologna 25; Udinese 24; Livorno e Catania 23; Lazio 22; Atalanta 20; Siena 13.

Fiorentina due partite in meno; Inter, Roma, Milan, Parma, Udinese, Cagliari una partita in meno.

 

PROSSIMO TURNO. Venerdì 12: Milan-Udinese. Sabato 13: Roma-Palermo, Sampdoria-Fiorentina. Domenica 14: Cagliari-Bari, Catania-Atalanta, Chievo-Siena, Juventus-Genoa, Livorno-Bologna, Parma-Lazio, Napoli-Inter (20,45).

 

RECUPERI. 24 febbraio: Fiorentina-Milan, Udinese-Cagliari.

7/2/2010
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