Calcio
Ferlaino: Napoli con Nainggolan
alla pari dei bianconeri
di Mimmo Carratelli (da: il Mattino del 18.05.2017)
Metti una sera a cena, al nuovo “Sarago” di Nando e Massimiliano Pennino in Piazza Vittoria, con Ferlaino, Vinicio, Bruno Giordano Bruscolotti.

L’Ingegnere, con Roberta Casson (il suo migliore acquisto?), è in partenza per Parigi dove festeggerà il compleanno (18 maggio, 86 anni, auguri!).

“Parigi la conosco come Napoli. A una certa età, preferisco andare nei posti che conosco”.

È in gran forma il presidente dei due scudetti.
“Siamo vicini al terzo” dice. “In questa squadra magnifica ci vuole solo un giocatore forte a centrocampo”.

Chi prenderebbe lei?
“ Nainggolan”.

E dove lo farebbe giocare?
“Al posto di Allan”.
Ma Nainggolan ha quasi trent’anni.
“Però è forte. Ha fisico, grinta, determinazione, senso del gioco, corsa, resistenza ed è molto efficace in fase offensiva. E fa gol da fuori area e che gol!”

Ma basta Nainggolan? Non ci vorrebbe un portiere con Reina che avrà un anno in più?
“Ma quale portiere! Ricordo il calcio brasiliano. Non avevano bisogno del portiere. Giocavano sempre loro, come il Napoli di Sarri, tenevano la palla, il portiere non gli serviva”.

Ma un laterale di difesa di più spiccata personalità?
“Prendiamo Nainggolan e vinciamo lo scudetto”.
Interviene Bruscolotti: “Noi prendiamo chi vogliamo, poi vince sempre la Juventus. Ingegnere, Nainggolan finirà alla Juve. Vedrete se non sarà così”.

Vinicio è una furia: “La Juventus a Roma è stata scorretta. Ha giocato con sette riserve. Nella famosa difesa, ha giocato solo Bonucci. Il principio di lealtà sportiva impone di schierare sempre la migliore formazione”.

S’accende un furioso dibattito. Ferlaino sui primi due gol presi da Buffon, i gol di De Rossi ed El Shaarawy, difende il portiere bianconero.

“Ma come, incalza Vinicio, respinge due volte a mani aperte e a pochi passi verso De Rossi e, poi, sul gol di El Shaarawy si corica invece di parare. Incomprensibile per un portiere della sua levatura”.

Bruno Giordano è con la moglie, Susanna Bartoli, fisico longilineo da modella, caschetto di capelli castani.

Mary Bruscolotti, un tornado biondo, dopo che un avventuroso ritrattista di strada ha tentato di fissare con la matita su un foglio di carta il viso del marito, esclama: “Ma questo è uno sgorbio. L’avreste dovuto vedere Peppe da giovane”.

Elio Cotena, la pulce atomica del ring, ascolta in silenzio. In gioventù ha giocato al calcio con Gianni Di Marzio e Peppe Massa.

Nel 1968, nel ritiro della nazionale italiana a Fiuggi prima dell’Europeo, dette lezioni di boxe a Mazzola, Rivera e De Sisti.

Vinicio continua a essere furioso per la partita della Juventus a Roma. Flora, la moglie-leonessa, lo prega di calmarsi sibilandone il nome. “Zitto, Vinisius”.
Bruscolotti racconta quando Vinicio venne ad allenare il Napoli. “Ci diceva che dovevamo giocare all’olandese. In allenamento ci massacrava. Clerici al principio disse: questo è un matto, non è un brasiliano, sarà olandese o tedesco”.
Bruno Giordano, che ebbe Vinicio come allenatore alla Lazio, aggiunge: “L’allenamento più massacrante era quello del mercoledì mattina. Martedì sera andavo a letto presto, prima delle nove. Ma non riuscivo a prendere sonno pensando all’allenamento che mi aspettava il giorno dopo”.

Torna a parlare Ferlaino: “Il Monaco ha una mezz’ala interessante”.
Lei prenderebbe il camerunese Mbappé?
“No, lui no. Ha 17 anni. Costa 25 milioni di euro. Con i giovani non sai mai se poi riescono. A questo Napoli serve solo un giocatore di esperienza, ben collaudato. Il Monaco ha un altro giocatore interessante, una mezz’ala, non ricordo il nome, comincia con la kappa”.

Il Monaco non ha giocatori col nome che comincia con una kappa. Ha Bakayoko di kappa ne ha due, è un ivoriano e ha 23 anni.
“Non so, ora non ricordo se è questo Bakayoko”.
L’Ingegnere è già col pensiero a Parigi.
“Stavolta voglio godermi il Louvre, ha diecimila quadri, voglio prendermi tutto il tempo per visitarlo”.

Ha già organizzato tutto?
“Il pranzo di compleanno a Montparnasse, al ristorante La Coupole. I camerieri si metteranno in fila per farmi gli auguri. È un ristorante particolarmente attrezzato per gli auguri”.

Dice Roberta Casson: “A La Coupole si mangiano le ostriche migliori del mondo”.

Niente vita notturna?
Ferlaino sfodera la sua perfetta conoscenza di Parigi. “Ci sarebbe L’Aveune in Avenue Montaigne, sempre pieno di modelle. Ma, no. Niente modelle.
Il Moulin Rouge? No, niente Moulin Rouge. Troppo banale. Di notte, con Roberta, raggiungeremo a piedi un ristorante che è aperto notte e giorno.
Si chiama Au Pied de Cochon. È come andare alla Zi’ Teresa”.


Suvvia, ingegnere.
“Prima di rientrare, domenica mattina, faremo tappa in una brasserie del boulevard Saint-Germain. È la brasserie Lipp. Ho un tavolo sempre prenotato”.

18/5/2017
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