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Attualita'
Dema, mangiafuoco
e il deserto della politica
di Vittorio Del Tufo (da: il Mattino del 15.04.2018)
Mentre il sindaco De Magistris arringava la folla contro lo Stato-Mangiafuoco che strangola Napoli e spezza le ossa ai cittadini (proprio come leroe dannato della canzone di Edoardo Bennato), a poche centinaia di metri di distanza emergevano tutte le contraddizioni dellaltra piazza, ovvero del variegato assemblement degli anti-Dema, i quali, gi pochini, sono riusciti pure a litigare al proprio interno.

Era inevitabile che accadesse: allarrivo dei militanti di Casa-Pound e di Forza Nuova, dunque della destra pi estrema, i militanti del Pd hanno deciso di andarsene: Ci sono i fascisti, lasciamo la piazza!.

Diciamo la verit, non stata una giornata di grandi numeri, n dalluna n dallaltra parte. Se Dema poteva contare sulla mobilitazione di un apparato pi o meno organizzato, gli anti-Dema alla prova dei fatti cio della piazza hanno rivelato tutta la propria debolezza.

una debolezza che, sia chiaro, non toglie n dignit n valore allimpegno civile di quanti hanno deciso di dar vita alla contromanifestazione, ma dimostra quanto fallace e poco lungimirante sia stata lidea della prova di forza.

Questa debolezza anche lemblema di un deserto politico. La stessa capogruppo in consiglio comunale del Pd, Valeria Valente, aveva messo due chilometri di mani avanti: sar David contro Golia, sar una partita difficile, sui numeri la perderemo, aveva pronosticato la parlamentare.

La verit che la sfida frontale, inutile e suicida delle due piazze ha consentito a Dema di ergersi a salvatore della patria facendo emergere le contraddizioni dei suoi avversari, e tenendo ben nascoste le proprie.

Come ha bene argomentato ieri sul Mattino Adolfo Scotto di Luzio, abbastanza singolare che in questo quadro - citt in predissesto, conti in rosso, sforzo di Sisifo per affrontare un debito ingiusto - resti piuttosto nellombra la responsabilit degli amministratori locali.

I quali, lungi dal riconoscere che la politica a Napoli fallita, come sono falliti tutti i tentativi di ripartenza virtuosa delle societ partecipate, del trasporto pubblico, dei servizi essenziali, continuano a urlare contro Mangiafuoco che non fa tanti complimenti/ chi non balla o balla male/ lui lo manda in ospedale.

Un copione noto, che serve soprattutto a rilanciare mediaticamente limmagine di una citt ribelle, scomoda e invisa al governo e in generale ai poteri forti.

Quanto alla scarsa capacit di aggregazione e di mobilitazione delle cinquanta associazioni che hanno scelto la prova muscolare della piazza per manifestare contro il sindaco, c da registrare soprattutto la loro scarsa capacit di superare la dimensione virtuale d Facebook, di passare dai like al progetto politico.

A riprova del fatto che scegliere la prova di forza stato un errore, se di questa forza non si dispone o quanto meno non nelle dimensioni auspicate. E se tuttintorno la desertificazione della politica avanza.

16/4/2018
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