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Calcio
Kalidou è il leone della difesa
anticipo e velocità le sue armi
di Mimmo Carratelli (da: il Mattino del 12.03.2018)
La musica è finita, la Juve se ne va, che stupida serata. Il Napoli imbavagliato dall'Inter anche a San Siro. L'Inter non ha perso una sola partita contro le prime cinque della classifica.

Il pareggio fa male al Napoli che cede il comando del campionato alla Juventus, ora un punto avanti e con la partita da recuperare contro l'Atalanta (mercoledì a Torino).

È stata una estenuante, sfibrante partita di boxe tra un pugile leggero, il Napoli, e uno più pesante, l'Inter. Il pugile leggero ha ballato continuamente attorno al pugile pesante per sfiancarlo, l'ha pressato, l'ha asfissiato cercandone il punto debole per colpire.

L'Inter non ha offerto il punto debole e il Napoli ha preso il centro del ring inutilmente. È mancato il guizzo di Mertens, Callejon è rimasto un po' in ombra, Insigne ha mancato il kappaò col suo pugno a giro.

Alla fine, la scena è stata di Koulibaly. La sua sola ombra ha annichilito Icardi, Non si sa quanti palloni abbia giocato Koulibaly a San Siro. Un'infinità. È stato il regista del Napoli dalle retrovie, giocando a palla libera, mai marcato.

Ogni volta su un campo di calcio, quando l'arbitro fischia, un attaccante si sveglia e sa che dovrà correre più del difensore o verrà fermato.

Ogni volta su un campo di calcio, quando l'arbitro fischia, un difensore sa che dovrà correre più dell'attaccante o quello farà gol.

Ogni volta su un campo di calcio, che tu sia difensore o attaccante, l'importante è che corri, molto. Questa parabola, scopiazzata da quella molto più bella della gazzella e del leone di ogni mattina in Africa quando sorge il sole, è possibile che Kalidou Koulibaly la racconti a suo figlio Seni per dirgli la sua vita di corsa sui campi di calcio.

Koulibaly ha questo nome gentile, Kalidou, (pare sia anche il nome di diciotto italiani), che ne stempera la possanza atletica. In bocca a Mary Poppins diventerebbe super Kalidougilisticoespiralidoso. Tanto per scherzare e rimanere sul lieve.

Perché questo gigantesco senegalese dalla bella testa tonda, che Benitez ha pescato nel Genk per portarlo al Napoli, non ha niente del difensore arcigno e roccioso con i gomiti appuntiti e l'aggressività malvagia piantata nelle costole dell'avversario.

Certamente, incontrarlo mentre tenti di superarlo e andare in gol, fa un certo effetto averlo addosso. Sono sempre 89 chili di autentica barriera umana.

Ma Kalidou sa essere a suo modo leggero. Ha questa leggera correttezza di gioco con cui nasconde la vibrazione della sua imponente massa muscolare. Non ha né la faccia, né i muscoli del cattivo. È Simba, il leone simpatico della Disney. E allora chiamiamolo Simbaly.

Un leone in campo lo è certamente. Ma non è un leone affamato. È un leone che pretende il rispetto che si deve a un leone. Neanche ruggisce. Ma ha le movenze e la gagliardia del re della foresta. Kalidou è semplicemente il re della difesa che è un luogo meno selvaggio della foresta, perciò è un leone che non sbrana, però se ti avvicini difende il suo territorio con una energia senza criniera.

Tutto questo paraustiello, detto tra noi, fra Posillipo e la Sanità, è solo un tentativo del vecchio cronista di inquadrare la figura di questo formidabile difensore che ha una salda contraddizione diciamo fisica. Un colosso con l'anima di un bambino. La forza ammantata di un certa grazia.

Kalidou non ha la faccia da killer di Chiellini, e oltretutto Kalidou è bello. Non ha la torva potenza del vecchio Burgnich, non ha la granitica opposizione dell'indimenticabile Armando Segato e non ha la ferocia atletica dei difensori che si sono chiamati Sergio Brio e Pietro Vierchowod.

Forse perché il difensore moderno non è più un cane da guardia, e gli antichi difensori erano più jene che cani da guardia, e indossa una corazza di muscoli più elegante. Koulibaly è un difensore vicino alla perfezione, un difensore vitruviano come lo definirebbe Leonardo.

Raramente Kalidou è falloso, raramente è in ansia, raramente stritola e avvinghia. Forse perché ha velocità e anticipo, è sempre ben piazzato, sa cosa fare e la fa, o solo perché avvolge gli avversari nella sua ombra nera che è come entrare in un tunnel e perdersi.

Lui dice: "Benitez mi ha aiutato, Sarri mi ha riscoperto". È migliorato tantissimo. Ha ancora qualche scoria di quand'era un leone libero. Con Sarri è dovuto andare a lezione perché per Sarri "il calcio è matematica", come dice Kalidou. Dovete convenire che un leone matematico è proprio il massimo.


INTER-NAPOLI 0-0

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Allan (89' Rog), Jorginho, Hamsik (71' Zielinski); Callejon, Mertens (86' Milik), Insigne.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D'Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva (78' Borja Valero), Rafinha (64' Eder), Perisic (86' Karamoh); Icardi.

ARBITRO: Orsato (Schio).


SERIE A - 28ª GIORNATA
Roma-Torino 3-0, Verona-Chievo 1-0, Fiorentina-Benevento 1-0, Bologna-Atalanta 0-1, Cagliari-Lazio 2-2, Crotone-Sampdoria 4-1, Juventus-Udinese 2-0, Sassuolo-Spal 1-1, Genoa-Milan 0-1, Inter-Napoli 0-0.

CLASSIFICA
Juventus 71; Napoli 70; Roma 56; Lazio 53; Inter 52; Milan 47; Sampdoria 44; Atalanta 41; Fiorentina 38; Torino 36; Udinese e Bologna 33; Genoa 30; Cagliari 26; Chievo 25; Sassuolo, Spal, Crotone 24; Verona 22; Benevento 10.
*Atalanta due partite in meno.
Juventus, Inter, Sampdoria, Milan, Torino, Fiorentina, Udinese, Genoa, Cagliari, Chievo, Sassuolo, Crotone, Verona, Benevento una partita in meno
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PROSSIMO TURNO
Sabato 17: Udinese-Sassuolo, Spal-Juventus.
Domenica 18: Sampdoria-Inter, Benevento-Cagliari, Crotone-Roma, Verona-Atalanta, Milan-Chievo, Torino-Fiorentina, Lazio-Bologna, Napoli-Genoa.

12/3/2018
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